Piacenza

L’assessore allo Sport Mario Dadati commenta la storica vittoria della nazionale italiana di rugby

PIACENZA – Di seguito l’assessore allo Sport Mario Dadati commenta la storica vittoria della nazionale italiana di rugby:
L’Italia scrive la storia: battuta l’Inghilterra 23–18 nel Sei Nazioni 2026.
Una vittoria che nasce da lontano, dalle radici profonde del rugby italiano.
Prima del calcio d’inizio, lo Stadio Olimpico ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Carlo Loranzi, piacentino, azzurro numero 394, scomparso pochi giorni fa. Loranzi fu protagonista della storica tournée in Sudafrica del 1973, con una Nazionale guidata da un altro piacentino, il partigiano Gigi Savoia. Un momento di raccoglimento che ha unito passato e presente, ricordando a tutti che la storia del rugby italiano è fatta di uomini che hanno tracciato la strada con coraggio, sacrificio e umiltà.
Questa vittoria contro l’Inghilterra – la prima in assoluto dopo 33 tentativi – affonda le sue radici proprio in quella storia.
Una storia che passa da Grenoble 1997, quando l’Italia superò la Francia, fresca vincitrice del Grande Slam dell’allora Cinque nazioni, conquistando il diritto d’ingresso nel Torneo che diventerà così Sei nazioni. In quella squadra, al centro della prima linea, c’era un altro piacentino, Carlo Orlandi, simbolo di una generazione che aprì la porta al futuro.
Una storia che prosegue nel 2000, anno della prima partita e della prima vittoria nel Sei Nazioni, contro la Scozia. In campo c’era Tino Paoletti, fiorentino adottato da Piacenza e oggi head coach dei Lyons: un altro tassello di un mosaico che lega la nostra provincia alla crescita del movimento nazionale.
Ventisei anni dopo, quel percorso trova oggi una nuova, straordinaria tappa: l’Italia batte l’Inghilterra 23–18, entrando definitivamente nell’élite del rugby mondiale.
Nella Nazionale italiana milita un altro piacentino, Giosuè Zilocchi, cresciuto nel Rugby Gossolengo, passato dai Lyons, approdato a Treviso e poi alla maglia azzurra.
E il futuro è già in cammino: nella Nazionale Under 20 che ha affrontato l’Inghilterra trovano spazio due giovani piacentini, Roda e Dene del Piacenza Rugby. Segni concreti di una filiera che funziona, che cresce, che crede.
Questo successo non appartiene solo ai giocatori in campo.
È il frutto di un movimento che arriva da lontano, dai campi fangosi della pianura padana e da quelli di tutta Italia, dove uomini e ragazzi imparano a chinare la testa, spingere insieme, avanzare uniti.
È la vittoria di chi mette il bene collettivo davanti all’interesse personale.
Di chi affronta le difficoltà con umiltà e lavoro, sapendo che solo così si può conquistare un momento di gloria come quello di oggi: imprevedibile, inaspettato, ma profondamente meritato.
È la vittoria dei tecnici, dei volontari, dei dirigenti, degli educatori che, lontano dai riflettori, hanno formato i talenti che oggi vestono l’azzurro.
È la vittoria di una Federazione che ha saputo valorizzare il talento italiano, non solo quello dei giocatori, ma anche quello degli allenatori, dei preparatori, degli operatori che ogni giorno investono in un sogno: competere con i migliori.
Rimane una sola squadra da battere: gli All Blacks.
Non sappiamo quanto tempo servirà per far cadere quel mito, ma oggi sappiamo una cosa: siamo competitivi ai massimi livelli.
Dopo tante “onorevoli sconfitte”, dopo tante volte in cui mancò solo un soffio, è arrivata finalmente una vittoria che certifica la crescita di un movimento ricco di valori che meriterebbero di essere esportati in massa.
Oggi l’Italia del rugby non chiede più rispetto: se lo è guadagnato.
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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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