La “ricetta” di Rita Leardini contro la crisi del turismo

Nella  seconda “puntata” di Tempo di Rinascita la vice presidente di Federalberghi Riccione, cofondatrice di Leardini Group, si è confrontata con altre tre imprenditrici dell’ospitalità, raccontando come le sue strutture e in generale Riccione si stiano attrezzando per riprendere slancio e superare la crisi

RICCIONE (RN) – Il settore del turismo è messo a dura prova dalle normative legate alla gestione della pandemia. Mai come ora il mondo dell’imprenditoria turistica ha avuto bisogno di elaborare strategie di rilancio: in prima fila nella risposta all’emergenza troviamo le signore dell’eccellenza dell’ospitalità italiana, che hanno fatto dell’accoglienza il fiore all’occhiello di una proposta caratterizzante per il Made in Italy.

Proprio loro, oggi, sono state le protagoniste del secondo appuntamento di Tempo di Rinascita, il palinsesto di conferenze digitali ideato dall’agenzia di comunicazione DOC-COM che punta a creare occasioni di confronto costruttivo. In 60 minuti si sono alternate, al microfono, imprenditrici che incarnano il meglio dell’ospitalità italiana.

Un dialogo a più voci ispirato dalle visioni e dalle proiezioni di due esperti di marketing, economia e turismo come Davide Gabrielli, Presidente del G&A Group Srl, e Lucilla Incorvati, giornalista de Il Sole 24 Ore.

Riccione, Courmayeur, Cortina d’Ampezzo, Venezia, Abano Terme: prove generali di rilancio

La parola a Rita Leardini, vice presidente di Federalberghi Riccione, cofondatrice di Leardini Group (Hotel Lungomare, Metropole Ceccarini Suite, Suite Hotel Maestrale, Hotel President, Hotel Mon Cheri, Residence Lungomare): l’imprenditrice ha raccontato come la costa romagnola, territorio estivo e “vacanziero” per definizione, sta attraversando questo periodo.

“Abbiamo accusato un grosso colpo, in primavera, quando sono stati annullati tutti gli eventi relativi al turismo congressuale, che normalmente portano ingenti volumi di visitatori. Ma stiamo ripartendo puntando sulla relazione personale con il turista. Non è semplice per una realtà che conta 6 alberghi e decine di appartamenti: per questo motivo abbiamo mobilitato i manager, che hanno investito tempo ed energie per contattare singolarmente ogni cliente, raccontando cosa stavamo facendo per prepararci alla nuova stagione”.

Le risorse messe in campo sono tante. “Siamo certi che potremo offrire una vacanza rilassante e piacevole: utilizzeremo al massimo gli spazi aperti, e i nostri ospiti si godranno tende suite e gazebi in spiaggia. Allungheremo la stagione ben oltre l’estate”. Nel frattempo, Riccione risponde alla crisi attrezzando i lidi, pensando a strutture geodetiche temporanee per sfruttare il mare in inverno”. In questa fase di riorganizzazione l’imprenditrice intravede anche elementi positivi. “Cambierà la cartolina della Romagna. Gli obblighi di distanziamento tra ombrelloni, le metrature generose miglioreranno la vivibilità della spiaggia e l’impatto visivo, ne guadagneremo in bellezza.

Direttamente dallo scenario del Monte Bianco, Alessandra Garin, proprietaria de L’Auberge de la Maison, a Courmayeur, ha raccontato la sua esperienza. “Chiudere è stato terribile, ma subito abbiamo organizzato la resistenza per prepararci a una nuova normalità”. Tra le azioni intraprese, le facilitazioni per lo smart working. “Stiamo predisponendo connessioni wireless in fibra ottica per permettere agli ospiti di connettersi con il mondo. Abbiamo tanti piccoli chalet che diventeranno altrettanti uffici di montagna. Courmayeur è una destinazione scelta soprattutto da chi possiede una seconda casa, ma sono ottimista: cominciamo a ricevere prenotazioni. Abbiamo attivato una proposta speciale, un buono di differente entità che può essere acquistato o regalato, con ottimi riscontri. Un altro aspetto importante è il fattore umano. In una piccola realtà come il nostro hotel è sempre stato un valore identitario, anche grazie a un team di collaboratori cresciuto insieme, come una famiglia”.

Riguardo ai protocolli di pulizia e igienizzazione, Alessandra Garin ha un’opinione precisa, sulla quale hanno concordato tutte le relatrici: “parlare di sanificazione appare banale, dal momento che l’igiene è alla base della nostra professionalità. Sono cambiati i prodotti in uso, ma non l’attenzione e la cura che dedichiamo a questo aspetto, centrale per il nostro lavoro”. In conclusione, secondo l’albergatrice di Courmayeur abbiamo l’opportunità di dirigerci verso una nuova era: “più rispettosa della natura, sostenibile, equilibrata. È questo forse il contributo delle donne, specialmente di montagna: possediamo una forza generativa importante”.

Il ruolo delle donne nell’ospitalità è stato sottolineato anche da Ida Poletto, proprietaria di AbanoRitz Thermae & Wellness Hotel, ad Abano Terme, e coordinatrice del tavolo di lavoro Aidda for Tourism.

“Sono lieta di ascoltare il contributo di esperienze e riflessioni di tante altre donne, perché l’aspetto più importante della nostra identità è proprio il genere. A questo proposito – ha proseguito – voglio menzionare la nascita di Woman Destination, una piattaforma creata dalle donne per le donne. Una cordata di imprenditrici provenienti da AIDDA sta mettendo a punto questo progetto, al tempo stesso un network e una garanzia di qualità che unisce strutture e realtà italiane nel settore dell’ospitalità e dell’accoglienza. È la lezione del mondo femminile, il “sesso forte” anche in epoca di pandemia, che sa crescere, allevare, prendersi cura. Puntare, anche nel turismo, non alla destinazione, ma alla motivazione di viaggio, creando senso di appartenenza e identità”.

La riflessione si è allargata al turismo nel suo insieme. “Il nostro non è un settore economico, non creiamo indotto. Noi siamo l’Italia, il brand. Siamo l’ossatura del paese. La politica dovrebbe rendersene conto”. Per quanto riguarda il termalismo, aspetto turistico vocazionale ad Abano Terme, Ida Poletto ha raccontato alcune criticità. “Se da un lato possiamo offrire una proposta fortemente orientata alla salute e al benessere, grazie ai protocolli termali medicali, dall’altra siamo penalizzati dal fatto di essere associati a una fascia di clientela in età, considerata maggiormente a rischio durante la pandemia”.

Elisabetta Dotto, proprietaria di due hotel a Venezia e a Cortina d’Ampezzo, l’Excess Venice, Boutique Hotel & Private Spa, e l’Hotel Ambra, Luxury & Fashion Boutique Hotel, ha raccontato come le sue strutture, posizionate in località simbolo dell’immaginario turistico italiano, si stiano preparando all’estate.

“Cortina è un cantiere a cielo aperto: tanti hotel, compreso il nostro, hanno avviato un programma di ristrutturazione” ha affermato. “Ma il problema, ora è la ripartenza. Noi abbiamo aderito all’iniziativa di Cortina Marketing Angeli del Coronavirus, che offriva soggiorni gratuiti al personale sanitario. Abbiamo rapidamente esaurito i posti omaggio, e ora stiamo elaborando una proposta economica per le centinaia di richieste provenienti da tutta Italia. Sono azioni che non ci ripagano delle spese ma ci permettono di rafforzare la nostra immagine.

Anche a Venezia si lavora per migliorare le proposte: puntiamo al concetto di spa privata, un elemento che rafforza l’identità dell’albergo. Inoltre grazie a delle sinergie con i musei civici veneziani, le boutique, i ristoratori, potremo offrire esperienze private e su appuntamento”. L’intervento di Elisabetta Dotto si è chiuso con una riflessione rivolta alla politica: “noi singoli albergatori abbiamo un raggio di azione limitato, è necessario, a livello politico, un coordinamento internazionale per riconsegnare all’Italia un’immagine positiva, capace di rassicurare il mercato”.

Tanti spunti creativi, racconti, esperienze di ospitalità al femminile hanno reso la seconda “puntata” di Tempo di Rinascita particolarmente intensa e dinamica.

Il prossimo appuntamento è previsto per lunedì 25 maggio, con una conferenza digitale dedicata al turismo e agli impianti a fune, intitolata “Montagna vacanza safe. Ampi spazi, aria buona e protezione: i desiderata degli Italiani”.