Saranno in mostra più di quaranta dipinti che l’artista, prematuramente scomparsa, ha realizzato nella sua carriera: ritratti, paesaggi, ma soprattutto nature morte, il suo genere preferito, nel quale si può cogliere ciò che per lei rappresentava l’essenza della pittura. Vasi, fiori e frutta delineano un percorso artistico meditato: i colori caldi e terrosi del primo periodo cedono il passo a cromie più scure e severe che colorano le forme essenziali, quasi astratte, di oggetti inanimati. Tra i paesaggi spiccano due piccole visioni di Venezia, omaggi artistici realizzati da Simonetta Bricchi per l’artista Gustavo Foppiani, con una città lagunare idealizzata dove un ingarbugliato affollarsi di cupole sovrasta l’orizzonte.
Come scrive Antonella Gigli, direttrice dei Musei Civici, nel catalogo di presentazione della mostra: “La sua poetica silenziosa si riverbera nitida su tutti gli amati soggetti: ritratti di amici e di animali, paesaggi intimi e raccolti, nature morte di ascendenza morandiana. Le cose di tutti i giorni, vasi, bottiglie, caraffe, scodelle, ciotole, conchiglie e fiori vivono in un’aura sospesa, fuori dal tempo”. L’esposizione offrirà l’opportunità di muoversi tra le tele dell’artista in uno spazio particolarmente significativo come Palazzo Farnese, che per tanti anni ha rappresentato per Simonetta Bricchi il luogo in cui esprimere, anche attraverso il suo lavoro presso i Musei Civici, il proprio amore per l’arte.
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