“Nessun altro luogo o concetto comunica un tale senso di infinite possibilità come questi templi del sapere, della conoscenza e dell’immaginazione: varcare le loro porte significa entrare nel regno della scoperta, dove ogni manoscritto sbiadito o imponente tomo rilegato rivela una nuova e seducente idea, una remota fantasia, un’antica credenza, una convinzione religiosa, o un modo completamente nuovo di stare al mondo”, scrivono gli autori, che della Gambalunga fra l’altro mostrano: la Divina Commedia trascritta dal gentiluomo veneziano Iacopo Gradenigo (1392-1394), il quattrocentesco Comentario de’ gesti e fatti e detti dello invictissimo signore Federigo duca d’Urbino di Vespasiano da Bisticci, (1482-1490), I Trionfi di Francesco Petrarca (metà sec. XV).
Un orgoglio per la città di quella che è stata la prima biblioteca civica e pubblica aperta in Italia. La Biblioteca Gambalunga, dopo aver attraversato le intemperie della storia, i suoi tempi silenziosi e inerti, quelli burrascosi e distruttivi, i vertiginosi cambiamenti tecnologici, è approdata nel XXI secolo grazie alla sua anima antica divenuta multidimensionale.
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