Il 19 ottobre, a BolognaFiere, il Culture Connection Day #2, promosso da OCTAER ETS, proverà a mettere questi mondi nella stessa stanza. Non per aggiungere un altro convegno al calendario degli addetti ai lavori, ma per lavorare insieme: a oltre un mese dall’appuntamento sono già 63 le organizzazioni registrate — teatri, fondazioni, Comuni, musei, agenzie di eventi, case di produzione, associazioni culturali, scuole di musica, imprese creative — e l’obiettivo dichiarato è arrivare a circa 120 realtà e operatori.
La scommessa è semplice, almeno sulla carta: capire se dall’incontro possano nascere progetti, collaborazioni, reti, scambi, proposte comuni. Il format, dicono gli organizzatori, sarà operativo e non celebrativo. I partecipanti lavoreranno su coprogettazione e su connessioni tra organizzazioni e musica, con focus specifici su turismo e territorio e su arte, cultura e creatività, partendo anche da call, opportunità e progetti già esistenti, per mettere in relazione competenze e possibili partner.
«L’idea è far sì che gli operatori possano confrontarsi prima tra loro, riconoscere problemi comuni e costruire possibili soluzioni», spiega Rosario Alfano, presidente OCTAER. «In questo modo anche il successivo confronto con Regione, enti pubblici e stakeholder può diventare più concreto e produttivo».
Sul palco, tra gli altri, ci saranno Patrizio Bianchi, economista e già Ministro dell’Istruzione; Aurelio Zarrelli, direttore del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna; lo stesso Rosario Alfano; Giordano Sangiorgi, patron del MEI; Marcello Corvino, Direzione tecnico-scientifica OCTAER; Barbara Laurini, project manager Eufonica; Elisa Mereghetti, regista e produttrice EthnosFilm; Mirco Besutti, Assonanza ETS; Claudia Stambazzi, OCTA-EUR; Michele Colavito, Clust-ER Tourism. Esperienze diverse, chiamate a lavorare sullo stesso punto: capire come far uscire la cultura dai propri recinti e trasformare le connessioni in opportunità concrete.
Per anni abbiamo chiesto alla cultura di specializzarsi. Ora, forse, è il momento di chiederle anche di sconfinare. Un museo che incontra una casa di produzione non è più soltanto un museo. Un festival che incontra un territorio può diventare attrattività. Una piccola associazione che trova altri soggetti con cui costruire un progetto può smettere di essere piccola. È questa l’idea del Culture Connection Day: considerare le interconnessioni come una vera infrastruttura culturale.
Il successo del 19 ottobre, allora, non si misurerà soltanto dalle presenze. Si misurerà soprattutto dopo: quante collaborazioni saranno nate, quanti progetti avranno trovato un partner, quante organizzazioni avranno scoperto di poter costruire qualcosa insieme.
Culture Connection Day #2
19 ottobre 2026 · BolognaFiere · ore 11.00–16.15
Partecipazione gratuita su iscrizione.
Iscrizioni: https://www.octaer.it/connection-day-2-iscrizioni
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