Il fenomeno era già purtroppo ben noto, non solo a Piacenza, e ha avuto un’impennata notevole dopo il periodo Covid. Comportamenti sempre più prepotenti, violenti, aggressivi si sono diffusi tra ragazzi e anche tra ragazze spesso ancora minorenni. Dinamiche deviate di cui fanno parte l’esibizione sui social e l’ostentazione di look e linguaggi che sembrano emulare certi trapper.
È una deriva pericolosa che, come comunità, non possiamo sottovalutare. Come amministratori il nostro dovere è fare tutto il possibile per sensibilizzare sulla gravità di certe condotte, favorire iniziative, confronti, dialoghi che coinvolgano le scuole, gli educatori, le società sportive. E lo stiamo facendo su vari temi, anche ieri con la criminologa Roberta Bruzzone. Ma resta il fatto che certe azioni non possono rimanere impunite.
Proprio in quest’ottica, quand’ero consigliera regionale a Bologna nel 2021 avevo firmato un’interrogazione con la quale chiedevo che venisse stimolato il Governo a prendere provvedimenti che toccassero sul vivo i giovanissimi: sospensione dei profili social e patente a vent’anni e non a 18 come misure accessorie per coloro che si rendessero protagonisti di certi episodi. Tutto ciò a margine degli eventuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Non è certo la soluzione a tutti i mali, ma può essere di stimolo”.
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