Jean Fautrier e Antoni Tapies sono stati entrambi rappresentanti dell’arte informale europea, corrente artistica del secondo dopoguerra sviluppatasi sui principi dell’espressionismo astratto americano. In un periodo storico caratterizzato per le sofferenze portate dalla guerra e per l’assenza di certezze, gli artisti cercano di trasmettere i loro messaggi tramite l’utilizzo di nuovi materiali.
Ad esempio l’artista francese Jean Fautrier (1898-1964) rimane profondamente segnato dalla sua esperienza da partigiano nella Resistenza francese: dai trattamenti inflitti dai tedeschi ai prigionieri di guerra, trarrà ispirazione per la sua serie di quadri “Ostaggi” in cui utilizza il colore come elemento materico per creare un linguaggio fortemente espressivo.
Anche lo spagnolo Antoni Tàpies (1923-2012) è considerato uno dei più significativi esponenti della corrente catalana dell’arte informale: fortemente ispirato alle opere di Mirò e Picasso, che conosce a Parigi nel 1950, matura un forte rapporto con la concretezza della materia. Nelle sue composizioni rientrano oggetti reali, vestiti, impronte del corpo, cemento, tele e sabbia, intesi come elementi di comunicazione diretta della realtà.
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