Non è richiesta la prenotazione, ma la partecipazione a ciascun appuntamento – sempre con inizio alle 18 – sarà compresa nel biglietto di accesso al Museo.
Si parte il 12 novembre, con il tema “Dietro la grata: monache, committenti e artiste del sacro”, per svelare il ruolo dei monasteri femminili quali centri propulsori di cultura, arte e autonomia economica, dalla pittura monastica di Plautilla Nelli alle ricche commissioni d’altare gestite direttamente dalle abbadesse e dalle comunità religiose.
Il 10 dicembre, sarà la volta di Isabella d’Este e le grandi committenti delle corti, con “Il sospetto del bello”: un incontro dedicato al ruolo fondamentale del matronage rinascimentale, all’analisi del mecenatismo e delle strategie collezionistiche di figure chiave come la stessa d’Este, ma anche Lucrezia Borgia, Eleonora di Toledo e Margherita d’Austria, capaci di utilizzare l’arte come strumento politico, diplomatico e d’immagine.
Il 2027 si aprirà, il 14 gennaio, tra “Sante e virtuose: la nascita della pittrice rinascimentale”, ripercorrendo la storia dell’accesso delle donne alle arti nel Rinascimento tra condizionamenti sociali, botteghe familiari e conventi, con focus sulle pioniere come Caterina de’ Vigri, Sofonisba Anguissola e Lavinia Fontana, che si affermarono in un mondo dominato da figure maschili.
L’11 febbraio, invece, il viaggio proseguirà “Oltre Oloferne: Artemisia Gentileschi e il barocco drammatico”. Al centro, la figura e la poetica pittorica di Artemisia Gentileschi, analizzata oltre la vicenda biografica: la maestria del chiaroscuro, la scelta di soggetti storici e allegorici complessi e la capacità di imporsi nei mercati artistici di Roma, Firenze e Napoli.
L’11 marzo, si racconteranno “Preziosi silenzi: Fede Galizia, Giovanna Garzoni e la Natura morta”, per comprendere come le donne abbiano rivoluzionato e nobilitato i generi pittorici considerati “minori”. Il rigore scientifico, la botanica e la straordinaria sensibilità nella natura morta di artiste come Galizia, Garzoni e Rachel Ruysch.
Il 15 aprile, protagoniste “Regine, madri e diplomatiche”: l’influenza delle grandi mecenati del Seicento nella definizione del Barocco di rappresentanza. Dalla controversa e potente Olimpia Maidalchini, detta la Pimpaccia, alle corti europee e alle reggenti come Maria de’ Medici e Cristina di Svezia.
Penultimo appuntamento il 13 maggio, con gli “Sguardi d’Europa: Rosalba Carriera e la tecnica rivoluzionaria del pastello, la sensibilità e la maestria di Elisabeth Vigée Le Brun ed Angelica Kauffmann, tra la conquista delle accademie internazionali d’arte e il trionfo nel ritratto.
Il 10 giugno, l’incontro conclusivo dedicato a “Il gusto delle regine: salotti, porcellane e muse dell’Illuminismo”. Il matronage nel Settecento tra corte e salotto letterario: l’impatto di figure come Madame de Pompadour e Maria Teresa d’Austria sul gusto rococò e neoclassico, le arti decorative, le porcellane di Sèvres e la promozione degli artisti.
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