Queste le parole del sindaco di Ferrara Alan Fabbri in merito al nuovo processo penale per violenze su minore, pendente davanti al Tribunale di Ferrara, che vedrà dalla prossima settimana nuovamente imputato Chamekh M’Hamed, l’ex compagno di Atika Gharib, la 32enne marocchina residente a Ferrara trovata carbonizzata nel settembre 2019 in un casolare nelle campagne bolognesi al confine con Pieve di Cento.
Chamekh M’Hamed, lo ricordiamo, è imputato dei reati del Codice Penale con l’accusa di aver usato violenza nei confronti della figlia della allora convivente Gharib Atika, nonché di aver sottratto a quest’ultima nell’agosto 2019 l’autovettura e numerosi documenti personali (passaporto, carta di soggiorno, carta d’identità, carte bancomat con relativi blocchetti assegni, passaporti delle figlie). Questa imputazione è collegata a quella di omicidio della medesima Atika Garib, reato per il quale si procede avanti la Corte d’Assise di Bologna.
Questi fatti verificatisi a Ferrara, anche a causa della connessione con l’efferato omicidio hanno destato sdegno, turbamento e allarme sociale nella comunità ferrarese ed in particolare nella popolazione femminile già colpita diffusamente dal grave fenomeno del femminicidio e della violenza contro le donne ed in generale dalle violenze perpetrate. Per queste ragioni il Comune di Ferrara ha deciso di costituirsi parte civile a sostegno della figlia e di tutta la famiglia di Atika.
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