Imola

Il Trio David per la Serie Master di Concerti dell’Accademia

IMOLA (BO) – Proseguono gli appuntamenti con la Serie Master della rassegna I Concerti dell’Accademia, la serie di appuntamenti che la Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” dedica alla musica da camera con docenti e alunni dell’istituzione.

Martedì 28 aprile, sul palco di Sala Mariele Ventre a Palazzo Monsignani, alle 20.45, per la rassegna Rising Stars salirà il Trio David, formato da Gloria Santarelli al violino, Chiara Mazzocchi alla viola e Tommaso Castellano al violoncello.

Il trio nasce nel 2020 all’Accademia di Imola nella classe del maestro Antonello Farulli, da allievi legati dalla dedizione per la ricerca cameristica e dalla volontà di scoprire e approfondire un repertorio originale come quello per trio d’archi. La formazione ha partecipato ad importanti rassegne musicali, esibendosi nella sede centrale Unesco di Parigi in occasione del World Water Day 2024 e venendo selezionato dal Cidim e dal’Accademia degli Sfaccendati per incidere l’integrale dell’opera per trio d’archi del compositore italo-tedesco Wolf-Ferrari per Brilliant Classic. Attualmente il trio si sta perfezionando alla Fondazione Accademia Internazionale di Imola e alla Scuola di Musi cadi Fiesole con i maestri Antonello Farulli, Paolo Bonomini e Francesco Dillon.

Il programma della serata si aprirà con il Trio per archi op. 9 n. 2 in Re maggiore di Ludwig van Beethoven, definito «meno delizioso ma più profondo» degli altri  dal critico Mersmann, che ne mette in risalto «la tranquilla dolcezza dei temi, il fluido scorrere delle voci, l’assenza di abbandoni patetici», che lo avvicinerebbero alle Sonate per pianoforte ma con maggiore  «limpidezza ed autonomia» di struttura.

A seguire, Parvula Corona Musicalis per trio d’archi di Ernst Krenek, opera composta in onore di Johann Sebastian Bach nel secondo centenario della morte. Il titolo latino completo fa riferimento anche al metodo compositivo utilizzato dall’autore; egli ha infatti impiegato la tecnica dodecafonica per esprimere la propria venerazione. Una citazione tratta da “L’arte della fuga” identifica chiaramente l’omaggio; gli studiosi individueranno inoltre delle invocazioni del nome di Bach; la seconda parte della configurazione di base della serie è costituita dalle note B (Si bemolle), A (La), C (Do) e H (Si naturale).

Infine, il Trio per archi in Sol minore op. 6 del compositore ungherese Leó Weiner, intestatario del Weiner Award. La composizione risale al 1908 e fu considerato quasi immediatamente un capolavoro. Il famoso studioso e critico di musica da camera Wilhelm Altmann ne scrisse: «Il Trio per archi di Weiner è composto in modo chiaro e logico, evitando le insidie della dispersività. Suona bene ed è ricco di melodie accattivanti […] Questo trio, che non presenta particolari difficoltà tecniche, dovrebbe essere apprezzato dagli amatori e trova la sua collocazione nella sala da concerto».

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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