Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo – Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

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emilia-romagna-news-24FORLÌ-CESENA – RIMINI – Secondo il recente report “Io sono cultura”, il rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere italiana, nonostante le difficoltà dovute alla crisi sanitaria, la cultura e la creatività continuano a rivestire un ruolo molto importante nell’economia, sia nazionale, sia territoriale, con un notevole apporto in termini, sia di valore aggiunto, sia di occupazione. Cultura e creatività sono, inoltre, fattori strategici capaci di facilitare la ripresa economica e sociale italiana, agendo come attivatori della crescita di altri settori. Primi fra tutti, il turismo e la manifattura creative-driven. Ossia, quella manifattura – come si legge nel Rapporto – che ha saputo incorporare professionisti e competenze culturali e creative nei processi produttivi, traducendo la bellezza in oggetti e portando il made in Italy nel mondo.

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Nel 2020 nel sistema aggregato Romagna – Forlì-Cesena e Rimini le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 3.687 unità: il 49,5% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 37,9% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,5% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Nel dettaglio, le imprese del “core cultura” hanno un’incidenza, sul totale delle imprese attive, del 4,5%, in linea con il dato dell’Emilia-Romagna (4,6%) e dell’Italia (4,5%).

Rispetto al 2019, nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, si rileva un lieve decremento (-0,3%) delle imprese del “core cultura”, decremento inferiore a quello regionale (-0,5%), diversamente dalla sostanziale stabilità a livello nazionale (+0,2%). Si rileva un aumento delle industrie creative (+1,1%), stabili le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico, mentre calano sia le industrie culturali (-1,1%) sia le attività di performing arts e arti visive (-2,9%).

Riguardo al lavoro, si riscontrano 10,7 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 8,4 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti). I 19,1 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in calo annuo del 3,9% (-3,1% il totale economia), hanno un’incidenza, sul totale degli occupati in Romagna, del 5,6% (5,7% in Emilia-Romagna, 5,8% in Italia).

Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 478 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 432 milioni di euro. I 910 milioni di euro di valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo, in diminuzione annua del 7,6% (-6,0% il totale economia), hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto prodotto in Romagna, del 4,6% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in provincia di Forlì-Cesena

Nel 2020 in provincia di Forlì-Cesena le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 1.876 unità: il 48,5% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 38,6% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,8% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Nel dettaglio, le imprese del “core cultura” hanno un’incidenza, sul totale delle imprese attive, del 4,5%, in linea con il dato dell’Emilia-Romagna (4,6%) e dell’Italia (4,5%).

Rispetto al 2019, in provincia si rileva una diminuzione dell’1,2% delle imprese del “core cultura”, superiore a quella regionale (-0,5%), diversamente dalla sostanziale stabilità a livello nazionale (+0,2%); calano le industrie culturali (-2,0%) e le attività di performing arts e arti visive (-3,2%), mentre risultano stabili sia le industrie creative (+0,1%) sia le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico.

Riguardo al lavoro, si riscontrano 5,4 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 4,3 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti). I 9,7 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in calo annuo del 3,6% (-2,4% il totale economia), hanno un peso, sul totale degli occupati provinciali, del 5,3% (5,7% in Emilia-Romagna, 5,8% in Italia).

Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, nel 2020 Forlì-Cesena si piazza al 39° posto per incidenza degli occupati del sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale (stessa posizione occupata nel 2019).

Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 248 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 236 milioni di euro. I 484 milioni di valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo, in diminuzione annua del 5,5% (-3,8% il totale economia),, hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto provinciale, del 4,3% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, nel 2020 Forlì-Cesena occupa il 49° posto per peso della ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale, stabile rispetto al 2019.

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in provincia di Rimini

Nel 2020 in provincia di Rimini le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 1.811 unità: il 50,5% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 37,1% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,2% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,2% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico.

Nel dettaglio, le imprese del “core cultura” hanno un’incidenza, sul totale delle imprese attive, del 4,6%, in linea con il dato dell’Emilia-Romagna (4,6%) e dell’Italia (4,5%).

Rispetto al 2019, in provincia si rileva un incremento dello 0,7% delle imprese del “core cultura”, a differenza della diminuzione regionale (-0,5%) e della sostanziale stabilità a livello nazionale (+0,2%); in aumento le industrie creative (+2,1%), stabili sia le industrie culturali (-0,1%) sia le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico, mentre calano le attività di performing arts e arti visive (-2,6%).

Riguardo al lavoro, si riscontrano 5,3 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 4,1 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti). I 9,4 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in calo annuo del 4,2% (-3,9% il totale economia), hanno un peso, sul totale degli occupati provinciali, del 6,0% (5,7% in Emilia-Romagna, 5,8% in Italia).

Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, nel 2020 Rimini si piazza al 16° posto per incidenza degli occupati del sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale, in miglioramento di una posizione rispetto al 2019 (17°).

Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 230 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 196 milioni di euro. I 426 milioni di valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo, in diminuzione annua del 9,8% (-8,8% il totale economia),, hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto provinciale, del 5,0% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, nel 2020 Rimini occupa il 27° posto per peso della ricchezza prodotta dal sistema produttivo culturale e creativo sul totale dell’economia locale, in miglioramento di una posizione rispetto al 2019 (28°).

Fonte: Fondazione Symbola – Unioncamere italiana – Istituto Tagliacarne

Elaborazione: Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini” a cura dell’Ufficio Informazione economica

Osservatorio economico: https://www.romagna.camcom.it/informazione-economico-statistica/osservatorio-congiunturale/index.htm?ID_D=294

Rapporto economia: https://www.romagna.camcom.it/informazione-economico-statistica/rapporto-sulleconomia/index.htm?ID_D=268

Il comunicato è disponibile nel sito della Camera di commercio della Romagna, sezione Informazione Economica