Forli Cesena

Il prete che Garibaldi voleva fare Papa

In Comune a Modigliana nel 140° di don Giovanni Verità

MODIGLIANA (FC) – Domenica 30 novembre 2025 alle ore 10.30 nella Sala del Consiglio Comunale di Modigliana in via Garibaldi 63, si ricorda la figura di don Giovanni Verità nel 140° anniversario della morte. Presiede Daniele Mercuriali, dell’Associazione Culturale promotrice Il tremolar della marina. Fa gli onori di casa Jader Dardi, Sindaco di Modigliana. Intervengono: Lorenzo Cottignoli, Presidente della Federazione Cooperative di Ravenna; Ivan Fuschini, ideatore dell’incontro; Nicola Poggiolini, Presidente dell’Associazione Mazziniana di Modigliana; Ivan Simonini, Presidente di Edizioni del Girasole. Con il patrocinio di: Comune di Ravenna, Società Conservatrice Capanno Garibaldi e Comitato RomagnaToscana per il Risorgimento.
Sarà donato ai presenti dalla Federazione delle Cooperative il volume Don Isidoro. Vita e opere di un prete garibaldino di Pietro Barberini e Francesco Farinelli, un libro edito dalle Edizioni del Girasole nel 2013 e ora ritornato di attualità. Don Isidoro Giuliani è il grande continuatore, a cavallo di terzo millennio, del messaggio culturale e morale di don Giovanni Verità. Basti solo pensare che, dalla sua parrocchia di Mandriole, andò fino in Sud America e in Brasile per ricercare il certificato di matrimonio di Anita (divenuta simbolo di un culto insieme cristiano e risorgimentale) poi recuperato in Uruguai a Montevideo.
Don Giovanni Verità, nato il 18 febbraio 1807, muore nella sua Modigliana a fine novembre 1885. Era diventato famoso per essere stato l’ultimo decisivo anello della celebre Trafila che dall’Adriatico alle Valli all’Appennino tosco-romagnolo portò in salvo Garibaldi braccato dall’esercito austriaco nel 1849. Al funerale di don Verità c’era una folla grande, in piena foga emotiva. Le sue dichiarazioni molto filo-garibaldine e assai poco clericali avevano indotto la Chiesa a negare per le esequie il funerale religioso Il rito fu solo civile, con le bande musicali dei paesi vicini, anche quella di Marradi. Il funerale di un prete celebrato senza preti e con, vestito da prete, il solo defunto: non si era mai visto nulla di simile.
Ingresso gratuito.
È gradito il dibattito.
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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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