Queste le parole dell’Assessore Pezzi Virginio durante la seduta straordinaria del Consiglio Comunale del 17 gennaio, durante la quale vennero annunciate le dimissioni del Sindaco, che fu vittima di brutali violenze da parte degli squadristi nel novembre 1922. Il 21 gennaio 1923, con una lettera al Prefetto di Ravenna, vennero poi comunicate le dimissioni di tutti i consiglieri comunali.
In seguito alle dimissioni di Babini venne nominato un commissario straordinario, Silvio Jannetti, che rimase in carica fino alle elezioni sopracitate.
La presenza del regime sul territorio russiano cominciò a mostrare i propri segni nefasti, che apparvero evidenti alle elezioni amministrative del 10 giugno 1923, quando l’unica lista presentata fu quella fascista. Il regime, dopo la Marcia su Roma eliminò infatti ogni forma di dissenso dando agli avversari, come scrisse Italo Balbo “il senso del terrore”, rendendo ogni critica pericolosa e ogni incertezza dannosa.
Oggi, l’importanza del ricordo vale in quanto simbolo di una raggiunta libertà di pensiero, parola e azione. Non si vuole però solo ricordare che il genere umano ha la capacità di generare odio, ma che l’umanità ha la possibilità ogni giorno di abbandonare quella capacità, far si che non si rigeneri.
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