L’Autore che ha usato uno pseudonimo per firmare questo libro è stato docente alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino, ove, oltre all’insegnamento e alla ricerca, ha diretto un reparto di assistenza e terapia.
Dopo “Ti ho preso per mano” questo nuovo libro di Riccardo Callori ha come protagonista Lucia, un’amica dello scrittore: un diario scritto a posteriori, quasi un’autobiografia. La narrazione parte dalla festa dei cinquant’anni di nozze di Lucia e Gavino, per tornare subito ai primi anni dell’adolescenza. In rapida successione si susseguono il matrimonio, la nascita dei figli e la decisione di abbandonare l’insegnamento e la ricerca universitaria per assecondare il marito che sta facendo una brillante carriera alla FIAT.
La storia si sviluppa per gran parte nel grande alloggio, un po’ opprimente e claustrofobico, mai una vacanza, pochi gli svaghi. Queste apparenti solidità finiranno per cadere, ma non proseguiremo con questo racconto per non togliere al lettore il piacere della scoperta. Accanto a Lucia ruotano altri personaggi: Sandra, l’unica amica di Lucia e Adriano, il miglior amico di Gavino. Nessuno è come sembra, soprattutto Adriano, che chiuderà il libro ribaltando le apparenze e squarciando il velo su una realtà’ completamente diversa. Una grande confessione finale, uno sforzo di verità riguardo alle relazioni nella famiglia.
Lo stile di Callori è netto e nitido e avvince il lettore. I dialoghi fanno riemergere passioni ed emozioni, tristezze e gioie, in una parola la vita.
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