I protagonisti di “Road to Rome 2021” accolti ieri a Palazzo Farnese dall’assessore Papamarenghi e dal vescovo Cevolotto

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pellegrini – foto Del Papa

PIACENZA – Sono giunti ieri mattina a Palazzo Farnese i protagonisti della staffetta “Road to Rome 2021”, iniziativa organizzata in occasione dei vent’anni dell’Associazione Europea delle Vie Francigene: uno straordinario viaggio che percorre i 3200 chilometri della Via Francigena, itinerario culturale europeo che si sviluppa da Canterbury, in Inghilterra, fino a Santa Maria di Leuca, in Puglia.

Questa avventura ha avuto inizio il 16 giugno e durerà 127 giorni. I giovani staffettisti, pellegrini del nostro tempo, hanno camminato e pedalato attraverso Inghilterra, Francia e Svizzera, proseguendo poi in Italia fino a raggiungere lo Stato Vaticano, per arrivare a Roma il 10 settembre e a Santa Maria di Leuca, la loro “Finisterrae”, il 18 ottobre.

Nel cortile della vignolesca mole, ad accogliere i protagonisti del viaggio, insieme all’assessore al Turismo Jonathan Papamarenghi erano presenti il vescovo monsignor Adriano Cevolotto, il presidente dell’AEVF Massimo Tedeschi e i rappresentanti dei consorzi Salumi DOP, Vini DOC e Piacenza Alimentare. Papamarenghi ha dato il proprio benvenuto agli staffettisti, che in serata raggiungeranno Fiorenzuola dopo aver sostato a Cadeo, e che domani riprenderanno subito il loro viaggio per Fidenza: “Piacenza – ha detto – è fiera di ospitarvi, di dimostrarsi accogliente verso di voi, tant’è che da tempo è situata qui, proprio a Palazzo Farnese, una delle due sedi mondiali dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. E, se è vero che questa nostra città è terra di passo, è altrettanto vero che attorno a Piacenza ruota un turismo culturale ed enogastronomico la cui presenza è sempre più attiva e costante, che la particolare fruizione permessa ai pellegrini della Via Francigena consente di apprezzare appieno. Il passaggio degli staffettisti e le iniziative che vengono promosse rappresentano un elemento importante per la valorizzazione del nostro territorio”.

Il vescovo, monsignor Adriano Cevolotto, ha sottolineato quanto la Diocesi tenga a questa iniziativa, tanto da avere siglato con l’Associazione il primo protocollo di collaborazione – certi che potrà essere apripista per le tantissime altre Diocesi toccate dal percorso – aggiungendo che il viaggio racchiude qualcosa di molto importante dal punto di vista materiale e spirituale: “L’uomo da sempre è in movimento”, ha rimarcato: “La strada non chiede nulla e rappresenta un simbolico rispetto alla vita”. Ricordando il senso del pellegrinaggio, ha sottolineato il ruolo di Colombano a Bobbio nell’XI secolo e come questi giovani siano “pellegrini del nostro tempo”. Il presidente Tedeschi ha aggiunto: “Attraversiamo cinque Paesi europei appartenenti al Consiglio d’Europa. Il Regno Unito è uscito dall’Unione Europea ma non dal Consiglio d’Europa, e così pure la Svizzera continua a farne regolarmente parte. Per questo ci sentiamo portatori di valori e cultura ad ampio respiro, inoltre è interessante l’accoglienza nei nostri confronti da parte dei piccoli borghi”.

Questi giovani sono portatori di messaggi cristiani, di principi autentici e Myra Stals, 36enne olandese che da sette anni risiede in Italia, la sola a percorrere per intero i 3.200 chilometri del viaggio, ha aggiunto come questa avventura abbia uno scopo di grande valore culturale e cristiano. Non è nuova a questo genere di iniziative, avendo portato a termine progetti di carattere ambientale, sempre in bici, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una svolta ambientale e ha ribadito che proseguirà fino al termine del percorso, ringraziando la comunità piacentina per la bella accoglienza.

Un particolare momento è stato dedicato alla presentazione delle eccellenze enogastronomiche piacentine attraverso i Consorzi che da anni, sempre con maggior slancio, si stanno dedicando all’attività di promozione oltre i confini nazionali: “D’altra parte – ricorda Papamarenghi – già il Cardinale Giulio Alberoni, nelle sue importantissime missioni diplomatiche, ricorreva all’enogastronomia piacentina per creare buoni rapporti con i suoi autorevoli interlocutori internazionali, diventando di fatto il primo ambasciatore della piacentinità”.

Dal loggiato degli Appartamenti indorati di Palazzo Farnese, volgendo lo sguardo, sopra alla chiesa di San Sisto, in direzione proprio di Canterbury, il Consorzio Piacenza Alimentare, rappresentato da Giovanna Righi e Gianluca Umbelli, ha raccontato agli interessatissimi pellegrini dell’attività che ormai da quarantun anni svolge per l’internazionalizzazione dei prodotti del nostro territorio. Tra questi, un ruolo particolare spetta ai Salumi DOP piacentini: il direttore del Consorzio Roberto Belli, accompagnato da Lorella Ferrari, ha infatti ricordato l’unicità a livello europeo di Piacenza, dove i prodotti DOP sono addirittura tre.

La plurisecolare storia del territorio è però legata anche alla vitivinicoltura, hanno ricordato per il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini Patrizio Campana e Mia Pighi, che fonda le sue radici già in epoca romana, come dimostra la coppa “Gutturnium” custodita nella neonata sezione archeologica romana dei Musei Civici.

La delegazione dei “pellegrini” dei XXI secolo, che contava al suo interno anche alcuni blogger ed esperti del settore enogastronomico, ha particolarmente apprezzato questo importante connubio tra il turismo lento, offerto dalla Via Francigena, e la possibilità di scoprire e conoscere un territorio le cui unicità culturali ed enogastronomiche rappresentano ancora una perla rara e che il grande pubblico dovrebbe conoscere.

Dopo le foto di rito, con sguardo dall’alto su Piacenza, perfettamente centrale nell’intero itinerario, la delegazione è ripartita verso Cadeo e Fiorenzuola per poi raggiungere sabato l’antico borgo San Donnino, Fidenza, altra meta di questo tour ufficiale.