Il Festival della Lentezza, nella sua undicesima edizione, ha scelto come simbolo il filo rosso della leggenda giapponese, quello che lega indissolubilmente le persone destinate a incontrarsi. Cecilia Sala quel filo lo ha seguito attraverso tre continenti, lo ha visto annodarsi nelle storie di chi combatte e di chi subisce, lo ha sentito tirare quando le hanno chiuso le porte di una cella a Teheran. E ora lo porta a Parma, per raccontare come l’odio si trasmetta di generazione in generazione, ma anche come si possa spezzare.
“I figli dell’odio” non è solo il titolo del suo nuovo libro che uscirà a settembre, è la radiografia di un’epoca che sembra aver dimenticato il valore della pazienza. Israele, Palestina, Iran: tre nomi che nei telegiornali durano il tempo di un titolo, ma che nella penna di Cecilia Sala diventano universi complessi, dove le ragioni si intrecciano ai torti in un groviglio che solo la lentezza può dipanare. L’appuntamento è per domenica 21 settembre alle 21, nella Sala Pizzetti del Paganini Congressi. A dialogare con lei ci sarà Eugenio Cau de Il Post, uno di quegli giornalisti che, come Cecilia, ha capito che spiegare il mondo richiede più tempo di quanto i social network siano disposti a concedere. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria: le richieste si apriranno il 21 agosto alle 12 su Eventbrite, e il link sarà disponibile su www.lentezza.org.
Il Festival della Lentezza è organizzato da Turbolenta APS e da Comuni Virtuosi, in collaborazione con il Comune di Parma e gode del patrocinio della Provincia di Parma e dell’Università di Parma, con il patrocinio e contributo della Regione Emilia-Romagna
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