I club service di Cesena uniti nel ricordo del prof Amadori

CESENA – I presidenti dei club service di Cesena (Agorà, Ladies’ Circle, Lions, Panathlon, Rotaract, Rotary, Round Table, e l’associazione Valori e Libertà) con una nota congiunta esprimono il loro cordoglio per la recente scomparsa del noto oncologo.
“Siamo sgomenti per la perdita improvvisa di un grande uomo, medico e scienziato. Dino Amadori ha fortemente contribuito a rendere il nostro territorio all’avanguardia nella ricerca e nella cura dei tumori. Con la sua straordinaria intelligenza, visione e capacità di fare squadra ha saputo creare realtà uniche come lo IOR, che da quarant’anni opera nella nostra città e in tutta la Romagna, e la sua emanazione, l’IRST di Meldola, centro di eccellenza nella ricerca scientifica e nella cura dei tumori. Molti di noi ricordano il professor Amadori come un uomo capace di ascolto, vicino a chi soffre, impegnato con grande tenacia nella lotta contro il cancro.
Da diversi anni gli imprenditori e i professionisti che compongono i nostri club sono stati alleati di questa lotta e hanno sostenuto questi importanti istituti oncologici, anche attraverso iniziative congiunte come il Concerto natalizio al Teatro Bonci, che dal 2011 vede i nostri club lavorare insieme per sostenere progetti di ricerca scientifica presso l’IRST ed è diventato una delle belle tradizioni dei nostri club; o la recente grande Festa di Carnevale, svoltasi la scorsa settimana presso il Teatro Verdi e il cui ricavato andrà a sostenere il Progetto Margherita dello IOR. Confidiamo che i nostri club continueranno a collaborare congiuntamente per sostenere l’eredità di Dino Amadori, un uomo che ha saputo tracciare un solco nel quale continueranno a impegnarsi tutti quelli che con lui hanno raggiunto risultati incredibili nella lotta contro i tumori”.
“La realizzazione dello IOR e dell’IRST non sarebbe stata possibile in altra parte del mondo se non in Romagna – aveva più volte detto il Dino Amadori – La Romagna è una delle terre più generose che io abbia mai conosciuto” e lui ha generosamente speso la sua vita per la Romagna – una terra che negli anni ‘60 era tristemente famosa per l’alta mortalità legata alle neoplasie tra i suoi abitanti e che oggi, anche grazie al suo grande lavoro, è una delle regioni con più alta sopravvivenza dei malati di tumore in Europa e nel mondo. Nel cordoglio, i nostri club uniti lo ricordano con affetto e profonda gratitudine.