BOLOGNA – Mercoledì 27 maggio alle ore 18, al Cinema Modernissimo, sarà presentato per la prima volta al pubblico il documentario “Guido Fanti, il visionario” realizzato dai registi Paolo Soglia e Lorenzo Stanzani, con il sostegno di Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna.
Un lavoro inedito che restituisce alla memoria il ritratto di Guido Fanti (1925-2012), il Sindaco pioniere del rinnovamento, per una via democratica al socialismo che divenne nota nel mondo col nome di “modello emiliano”.
Interverranno:
Gian Luca Farinelli, Direttore della Cineteca di Bologna
Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna
Matteo Lepore, Sindaco del Comune di Bologna
Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna
Lanfranco Fanti, figlio di Guido Fanti
Paolo Soglia e Lorenzo Stanzani, registi del docufilm
Alle 19 la visione del docufilm (47 minuti). Ingresso libero.
Il film mostra e racconta la storia del Sindaco che negli anni ’60 ha saputo immaginare la Bologna del 2000 così come poi la moderna Emilia-Romagna.
Non potendo sintetizzare in una sola parola la visione politica di Guido Fanti, per il titolo del docufilm è stata scelta una definizione più complessa: “Visionario”. Un aggettivo, ma anche un sostantivo, che definisce coloro che elaborano disegni arditi, apparentemente inattuabili, finché qualcuno non li realizza.
Architrave del documentario è l’intervista fiume concessa da Fanti in esclusiva a Lorenzo Stanzani nel 2010 che si intreccia con documenti e filmati di repertorio, delle varie epoche attraversate dalla lunga stagione politica di Guido Fanti.
A partire dalla testimonianza in viva voce di Guido Fanti, vengono ripercorse le tappe più significative dell’avventura umana e politica di colui che delineò e realizzò la “via italiana al socialismo”. Il lavoro si basa su un’approfondita ricerca documentale sul fondo Fanti, custodito presso l’Istituto Gramsci, che ha permesso di analizzare svariati documenti come comunicati, corrispondenza e persino i disegni originali di Kenzo Tange a cui Fanti aveva chiesto di progettare la città nuova. Fondamentale è stata poi la valorizzazione del materiale cinematografico girato in quegli anni e conservato presso la Cineteca di Bologna: dai filmati di tv straniere a quelli delle istituzioni locali, come pure quelli realizzati dal settore propaganda del Partito comunista. Un materiale di repertorio prezioso che arricchisce e accompagna il documentario nella sua interezza.
“Guido Fanti è una delle personalità che più profondamente hanno cambiato Bologna e l’Emilia-Romagna – dichiara il sindaco Matteo Lepore -. Non solo per ciò che ha realizzato, ma per il modo in cui ha interpretato il ruolo delle istituzioni, luoghi capaci di progettare ed accompagnare trasformazioni sociali, culturali ed economiche profonde, senza mai rinunciare al principio di uguaglianza e della partecipazione democratica.
Fanti è stato capace di tenere insieme visione e concretezza, guardava molto avanti, ma senza perdere il rapporto con la vita quotidiana delle persone, con i bisogni reali della città, con il lavoro, i servizi, la casa, la cultura. La Bologna che conosciamo oggi nasce anche da quella idea di amministrazione pubblica, rigorosa e ambiziosa. Per questo, nell’ultimo anno, diverse sono state le iniziative di approfondimento che abbiamo promosso sulla sua figura, che oggi si arricchiscono di questo nuovo e importante progetto.
Quella di Fanti è una figura che continua a parlare ancora oggi a chi ha responsabilità pubbliche e prova a costruire politiche all’altezza delle grandi trasformazioni del nostro tempo. Ricordarlo è un antidoto alla politica del corto respiro”.
“Guido Fanti appartiene a quella generazione di amministratori e dirigenti politici che hanno saputo costruire il futuro guardando oltre i confini del proprio tempo – afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale -. È stato uno dei protagonisti della nascita del regionalismo italiano, un innovatore che ha interpretato l’autonomia regionale non come chiusura, ma come strumento di coesione, sviluppo e democrazia. Aveva una visione moderna delle istituzioni e un forte spirito europeista: vedeva nell’Europa uno spazio di pace, diritti, solidarietà e crescita condivisa.
Questo docufilm, che la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto con convinzione, restituisce il valore politico e umano di una figura che ha segnato profondamente la storia della nostra comunità. In anni decisivi per l’Emilia-Romagna e per il Paese, Fanti ha saputo tenere insieme concretezza amministrativa e capacità di visione.
In una stagione di autonomismo a parole e neocentralismo di fatto, non solo per l’Emilia-Romagna, ma per tutto il bacino padano, e in particolare per le sue culture progressiste e riformiste, riscoprire il pensiero di Fanti può dare un contributo decisivo alla vita politica, sociale ed economica”.
“L’aggettivo che gli autori di questo film hanno scelto per descrivere Guido Fanti è particolarmente azzeccato – è la dichiarazione del presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna Maurizio Fabbri -. Guido Fanti infatti era un uomo che anticipava i tempi, che vedeva soluzioni a problemi che altri nemmeno immaginavano, in un percorso che lo vide protagonista in Comune, in Regione, in Parlamento e infine in Europa. Questo suo sguardo poteva sorprendere e spiazzare: le sue non erano le utopie di un sognatore, ma le prospettive di un politico lungimirante. Ogni volta che mi reco nella sede della Regione sento l’eredità del suo impegno e sono contento che la Assemblea contribuisca a valorizzare la sua memoria”.
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