La protagonista del suo libro ha una passione, la lettura, che vive come una benigna forma di alienazione mentale, grazie alla quale riuscirà a proteggersi dagli eventi più dolorosi di una vita iniziata con tranquillità, tra il lavoro di bibliotecaria e le amate pagine in cui rifugiarsi, sino a quando l’amore per un uomo più grande di lei – un artista esiliato in Francia, stimato e apprezzato all’estero ma negletto in Russia, dove ha fatto ritorno – sconvolgerà la sua esistenza. Insieme costruiranno una famiglia felice, allietata dalla nascita di una figlia, ma sarà proprio un’amica di quest’ultima a irrompere nel loro ménage disgregando gli equilibri.
Classe 1943, l’autrice è laureata in Genetica all’Università di Mosca e, dopo due anni di impiego all’Accademia delle Scienze dell’Unione Sovietica, è stata licenziata con l’accusa di aver diffuso libri proibiti. Negli anni ’80 l’avvio della sua carriera letteraria, intrecciata al lavoro di direttrice e sceneggiatrice presso il Teatro Ebraico di Mosca. I suoi testi sono stati tradotti in 25 lingue, ha ricevuto la Légion d’Honneure francese e fa parte del Parlamento Culturale Europeo.
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