Abbiamo letto nei giorni scorsi dello sconforto della Senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, che ha detto: “Una come me è pessimista. Una come me ritiene che tra qualche anno ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella”.
Noi tutti e tutte, in primis le Università e le altre istituzioni culturali, abbiamo il dovere di scongiurare questa prospettiva, e di combattere l’oblio, le derive e addirittura i negazionismi.
Abbiamo il dovere di ricordare. Per onorare le vittime della Shoah; per ribadire a quale grado di inumanità siano arrivati gli esseri umani; perché quello che è accaduto non succeda mai più.
Questo dovere, e la sua trasmissione alle giovani generazioni, è parte sostanziale e irrinunciabile del nostro essere Università, consapevoli che la memoria è il primo seme per agire nell’oggi e per costruire un futuro giusto, poggiato su fondamenta solide di verità.
Il Rettore
Paolo Andrei
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