Giorno del Ricordo 2021, seduta solenne dei Consigli comunale e metropolitano. L’intervento del Sindaco Virginio Merola

29
BOLOGNA – l Consigli comunale e metropolitano di Bologna si sono riuniti oggi, lunedì 8 febbraio, in seduta solenne e congiunta in occasione del Giorno del ricordo. Di seguito l’intervento del Sindaco Virginio Merola. 

“Un caro saluto ai ragazzi delle scuole superiori che stanno seguendo questa cerimonia. È un fatto importante e mi fa molto piacere che, anche a distanza, riusciamo a tenere viva questa tradizione che vedeva diversi giovani essere presenti nella sala del Consiglio Comunale.
Abbiamo ascoltato parole appassionate, documentate e vissute. Abbiamo potuto partecipare a una lezione di storia di civismo molto importante per tutti noi e di questo vi ringrazio. Vorrei sottolineare come ha già fatto il vicepresidente Piazza che in questi anni abbiamo fatto un percorso assieme.
È stato un percorso importante per la conoscenza e contro il negazionismo o quell’atteggiamento altrettanto preoccupante, che porta a pensare che quelli accaduti siano fatti lontani che non ci riguardano. Abbiamo scoperto insieme invece che ci riguardano perché si tratta di discutere come noi stiamo insieme, con le nostre differenze, con i nostri doveri e i nostri diritti.
E quindi ragazzi è molto importante, come è stato fatto, ricordare che anche nell’accogliente Bologna (e ha dimostrato di esserlo negli anni) sono stati compiuti degli errori. Quel binario dove il 10 febbraio sarà portata una corona fu teatro di un episodio non edificante, non bello per la nostra città. Da quell’errore, da quell’atteggiamento di rifiuto, abbiamo imparato ma è bene continuare a imparare perché senza conoscenza della storia siamo più impreparati, meno capaci di prendere le decisioni giuste e siamo esposti a una possibilità di regressione, di ritorno a un passato che pensavamo di esserci lasciati alle spalle.
L’uccisione di tanti italiani nelle foibe e l’esilio forzato dalla terra dove si era vissuto è una pagina di storia documentata e incontrovertibile. Nessuno che abbia un minimo di decenza lo può più negare. Di questo dobbiamo essere soddisfatti ad oggi, è un frutto di questo percorso ed è anche frutto del fatto che godiamo di quella che viene definita una democrazia matura, una democrazia che i conti con le ideologie sbagliate del passato e quindi guarda al futuro con questa consapevolezza.
I fatti accaduti al confine orientale d’Italia vanno contestualizzati certamente in quel periodo storico ma in realtà ci consegnano una riflessione valida per oggi e per il futuro. Innanzitutto: la logica della discriminazione etnica è il primo passo verso la creazione di odi ingiustificati dove prima c’era convivenza e mescolanza.
Questo è ancora più valido per tutti coloro che sono dovuti partire, – e oggi abbiamo ascoltato una preziosa testimonianza – e che hanno provato sulla propria pelle cosa significa sentirsi indesiderati, marchiati e non più degni di vivere nella propria terra solo perché italiani.
La memoria quindi ci deve unire, non ci può dividere. La memoria e la conoscenza storica ci spingono a coltivare insieme una nuova consapevolezza, un nuovo spirito di collaborazione e amicizia tra i popoli europei.
Per questo vorrei che il Giorno del ricordo anche nei prossimi anni, come abbiamo tentato di fare in Consiglio Comunale e in Città Metropolitana fosse anche e soprattutto un appuntamento di riflessione sul presente e la riproposizione di un nostro impegno per il futuro. Il nazionalismo si può superare, il totalitarismo comunista e fascista si può superare. Oggi siamo italiani e europei, sloveni e europei, croati e europei. Questa conquista di civiltà sulla quale possiamo guardare al nostro passato è la principale risorsa che affidiamo ai nostri giovani per un futuro migliore”.