La rappresentanza piacentina, invitata nell’ambito di un gemellaggio avviato nei mesi scorsi, era formata da Aicha Moudani, Elisabetta Epi, Giulio Fontanella, Laura Garret, Margherita Lecce, Lucrezia Mangiarotti, Noemi Marenghi, Teresa Pozzoli, Carlotta Sali, Daniele Spina, Lorenzo Tramelli e dal coordinatore Edoardo Favari. Sempre dall’Italia erano presenti anche due ambassador del Consiglio dei Giovani della Fondazione Montepaschi di Siena.
Le giornate trascorse nell’antica capitale della Dalmazia sono state per i banker piacentini particolarmente dense. Dopo una calorosa accoglienza a cura dei coetanei croati, con tanto di tour guidato del centro storico e cena conviviale, sono partite le attività di laboratorio, vissute fianco a fianco degli studenti delle scuole superiori e di persone over 60 di otto città e dieci scuole della Croazia.
Mentre i gruppi di lavoro ‘senior’ hanno lavorato sull’importanza di uno stile di vita attivo e salutare, i più giovani hanno preso parte a un laboratorio internazionale di progettazione sociale, lo YouthLab – Youth for Community 2030, che invitava giovani di nazionalità diverse a collaborare per mettere a punto interventi capaci di rispondere ai bisogni delle comunità di appartenenza.
Divisi in gruppi misti, i partecipanti hanno affrontato un percorso strutturato di ideazione progettuale: mappatura dei bisogni delle comunità, definizione delle priorità, elaborazione delle attività, individuazione delle risorse, dei partner, degli indicatori di successo e, soprattutto, del ruolo dei giovani e delle strategie per garantire la sostenibilità. Ne sono usciti “YouthSpark” progetto dedicato all’attivismo giovanile e alla cittadinanza attiva, e “UManaMENTE”, iniziativa incentrata sul benessere e la salute mentale.
«Aderendo alla YouthBank International, la ‘banca dei giovani’ di Piacenza e Vigevano ha inteso da subito associare la propria azione locale all’opportunità di darsi un orizzonte internazionale – sottolinea il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi -, un obiettivo che con questo gemellaggio trova una realizzazione pratica, offrendo alle ragazze e ai ragazzi del gruppo un’opportunità di formazione in più e, in un tempo che sembra segnato solo da divisioni e conflitti, l’occasione di sperimentare come tanti giovani, dentro e fuori l’Italia, abbiano invece ancora voglia di impegnarsi concretamente per progettare un domani migliore».
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