Il festival letterario si è connotato ancora di più grazie a tutti gli autori che lo hanno sostenuto e alle centinaia di appassionati o semplici curiosi che hanno partecipato.
La speranza con cui Nicolai Lilin ha salutato la platea di GialloFerrara, ha messo in evidenza l’antica coesistenza tra cristiani e musulmani in Siberia, la sua terra d’elezione.
La convivenza tra popoli di radici religiose lontane è sempre possibile: «La cultura siberiana è una grande amalgama, fatta di asiatici, russi, mongoli – ha sostenuto l’autore russo – e neanche sembra appartenere a questo mondo. Le mie fiabe rappresentano un connubio di diverse filosofie, strade, modi differenti di intendere la realtà. L’importante è che non manchino l’educazione e il rispetto reciproco. L’arroganza non ci deve appartenere e l’altro non va offeso, ma ascoltato e capito. Nessuno deve imporre la propria visione, né lasciarsi sottomettere da quella altrui. In Siberia si mantiene un equilibrio dignitoso dell’esistenza».
A tirare le somme della quarta edizione del festival è stato Alessandro Berselli, che ha accompagnato la manifestazione dagli esordi: «GialloFerrara è un’occasione strepitosa. Sappiamo che in Italia si legge pochissimo, ma è importante che la letteratura non rimanga un oggetto astratto e i lettori possano toccare con mano le penne che danno vita ai romanzi amati. In più si è affermato come uno dei festival che meglio interpreta il panorama contemporaneo e non solo italiano – ha sottolineato lo scrittore bolognese – dando spazio a voci e case editrici fuori dai trend di mercato».
(foto dello scrittore russo e qualche scatto ad hoc degli altri appuntamenti)
L'Opinionista © since 2008 - Emilia Romagna News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio news - Privacy - Cookie Policy
SOCIAL: Facebook - X