Generazione Z e dipendenza da videogame

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Riassaporare il gioco con il confronto “reale” grazie alle carte collezionabili. Ecco come

EMILIA ROMAGNA – Oggi sempre più genitori sono preoccupati per la possibile dipendenza da videogame e social dei propri figli. Infatti, è quasi una “relazione” naturale, nella maggior parte dei casi, quella che si instaura tra gli adolescenti della cosiddetta “Generazione Z” o “Nativi Digitali” e le nuove piattaforme di giochi online e i social.

Accade sempre più spesso di vedere bambini, adolescenti e ragazzi attaccati allo schermo del proprio Pc, tablet, tv o smartphone intenti a messaggiare, condividere e giocare.
Ma condividere cosa? Una vita virtuale. Per chi è cresciuto nel cortile vicino casa, dove, dopo avere fatto i compiti, si incontrava con gli amici e giocava a pallone, litigava, faceva pace, non è facile adattarsi a una forma ben diversa di condivisione del tempo libero.

Prima si parlava di comitive, oggi si parla di gruppi Whatsapp e Facebook e se da un lato l’evoluzione della comunicazione ha facilitato e agevolato alcuni processi, dall’altro ci ha allontanati dallo scambio diretto e dal confronto, ecco, dunque, che nascono quelli che sarcasticamente vengono chiamati “leoni da tastiera”, ossia coloro che piuttosto che avere un confronto diretto preferiscono averlo “protetti” dallo schermo del loro tablet, o smartphone, perchè di fronte uno sguardo “vero” non saprebbero cosa dire e come comportarsi.

Ma qualcosa forse sta cambiando nel mondo dei giochi, probabilmente perché chi ha conosciuto il valore di condividere il momento del gioco fatto di incontri “reali” vuole far riscoprire alle nuove generazioni il sapore antico di quello scambio che in qualche modo aiuta anche a crescere e affrontare la vita in modo diverso.

A questo ci sta pensando Gamevision, un’azienda specializzata nella vendita all’ingrosso di giochi di carte collezionabili che ad aprile presenterà il nuovo gioco di carte collezionabili Scratch Wars.

Scratch Wars è un gioco tutto da scoprire, in cui i partecipanti dovranno sfidarsi sfruttando le abilità degli eroi in loro possesso e le sinergie con gli effetti delle armi della loro collezione.
Un gioco che può spostare i videogiocatori da smartphone verso il mondo reale, infatti, l’app obbliga a giocare con le carte e non viceversa.

Inoltre, le carte si grattano, quindi vi un’esperienza materica, di scoperta, cosa che nei videogiochi non c’è. C’è da aggiungere che il gioco costa poco, e questo è una cosa non indifferente, e servono pochissime carte per giocare, al contrario di altri giochi di carte collezionabili: basta un personaggio e una carta arma (se ne possono avere massimo 5 a giocatore).

I ragazzi attraverso la sfida, la strategia data dalle carte che hanno, sono portati a vivere un’esperienza che li induce a riflettere, a confrontarsi.

In questo modo i giovani migliorano la socializzazione, sono in qualche modo “obbligati” a staccare gli occhi dai monitor e incontrarsi dal vivo, conoscendosi, sfidandosi, ma imparando a rispettare sè stessi e le regole.