“Gender pay gap: ma è così anche nell’arte?”

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Incontro promosso da Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna Gruppo Minerva e ManagerItalia Emilia Romagna Gruppo 3D

BOLOGNA – Nel mondo del lavoro il genere femminile vede riconosciuti nel nostro Paese, mediamente, livelli retributivi inferiori di oltre il 23% rispetto ai colleghi uomini, a parità di competenze (indice Eurostat che tiene conto del numero di ore lavorate sulla retribuzione mensile lorda, Gender gap adjusted).

Un dato che ha spinto le donne manager di Federmanager – Gruppo Minerva e Manageritalia – Gruppo 3D, a promuovere l’evento “Gender pay gap: ma è così anche nell’arte?”, che si è svolto a Bologna nella serata di giovedì 3 settembre, per fare un parallelo con il settore artistico.

Ha dato la sua visione sul tema Ermanno Tedeschi, ventennale esperienza di gallerista in Italia e all’estero e curatore di progetti museali, protagonista di uno speech tenuto a Palazzo Pepoli dopo la visita degli oltre cinquanta manager partecipanti alla Mostra fotografica del National Geographic “Women”, presso la Chiesa di Santa Maria della Vita.

Al centro un interrogativo: la donna artista è diversa dall’uomo artista?

“Ritengo che ci sia una enorme differenza tra un uomo artista e una donna artista – anticipa Tedeschi -. Questa differenza mette in luce in maniera macroscopica molti aspetti del ruolo uomo-donna nella nostra società.”

“In un certo senso – prosegue – sono differenze che nascono in ambito biologico innanzitutto per poi divenire sociali e culturali. Da sempre la donna ha rivestito nell’ambito delle società più antiche, tranne che in rari casi dove la trasmissione del potere avveniva in forma matrilineare, un ruolo di supporto per così dire e non certo di protagonismo.”

La donna artista nel mondo di ieri e nel mondo di oggi

“Negli anni più recenti, nonostante le conquiste del femminismo negli anni ’60, le donne in molti settori del lavoro hanno ancora molte difficoltà ad affermarsi rispetto agli uomini.
Il mondo dell’arte si sa, è un mondo di rottura, di sovvertimento delle regole. è stato per alcune la possibilità di capovolgere questo sistema schiacciante e di riuscire a ritrovare quella libertà di espressione o protagonismo, o voce, tanto agognata. Ma il percorso è assai arduo, anche nel mondo dell’arte dominano gli uomini.”

Una grande differenza di atteggiamento diversifica l’uomo artista dalla donna artista
“La differenza – sottolinea Tedeschi – sta nella determinazione. Le donne sono infinitamente più determinate quando decidono di intraprendere questa carriera e, in sostanza, direi anche nella forza, perché devono confrontarsi con i pregiudizi e luoghi comuni che ancora caratterizzano la nostra società.”

E ancora: “Le donne artiste hanno bisogno di una grossa dose di coraggio per affrontare una società che ha con esse un atteggiamento ambivalente: fondamentalmente le fraintende, pensandole fragili e sensibili, salvo poi ricredersi quando, conoscendole un po’ meglio, rivelano una grande forza di carattere che spiazza per lo più gli uomini che si avvicinano loro soprattutto se sono, oltre che brave, belle.”

Gender Pay Gap, a che punto siamo

“La storia insegna che nel passato il valore delle opere delle donne artiste era più basso rispetto a quello delle opere degli artisti uomini. Oggi questa differenza – spiega – non è così forte come in altri settori o in altre situazioni. Ci sono artiste donne che hanno quotazioni molto alte che superano anche quelle degli artisti uomini.

“E’ vero però – sottolinea Tedeschi – che la carriera di una donna artista tende ad essere più difficile e la condizione di madre nasconde un pregiudizio: l’impegno verso la famiglia e i figli distoglie, secondo molti, l’artista da un impegno totale e senza riserve, senza tenere nella giusta considerazione, e quindi tutelare, l’ulteriore arricchimento che viene dagli affetti familiari.”

Tedeschi: “La donna artista è Amore, niente altro che Amore”

Con una suggestiva ed appassionante carrellata, Tedeschi cita esempi fulgidi del mondo dell’arte femminile, da Artemisia Gentileschi a Elisabeth Vigee le Brun, da Berthe Morisot a Frida Khalo, per concludere con una bella immagine di Marina Abramovich, che “ha indagato come nessuno prima il rapporto uomo-donna, proprio perché come donna ha dovuto confrontarsi con l’uomo, inteso anche come barriera, ostacolo, e, dunque, elemento necessario alla catarsi”: Marina sola, vestita di rosso come l’Eterna Rosa che il tempo non farà sfiorir mai.

Il punto di vista delle donne manager

“Le donne guadagnano meno degli uomini – spiega Annarita Succi, coordinatore del Gruppo Minerva di Federmanager Bologna – Ferrara – Ravenna – e il loro tasso di occupazione è di molto inferiore rispetto a quello dei colleghi. Per sottolineare questa disparità e porla ancora una volta all’attenzione del pubblico e dei dirigenti d’azienda abbiamo voluto creare un parallelo con il mondo dell’arte, per un ulteriore spunto di riflessione.”

“Anche il mondo dell’arte – dice Cristina Mezzanotte, Vicepresidente di Manageritalia Emilia Romagna -, soffre di una scarsa valorizzazione della diversity e questo riguarda soprattutto le donne. Arte ed economia, artisti e manager hanno tanti punti in comune e proprio la valorizzazione della diversity può essere l’ulteriore tassello di un lavoro comune che veda questi due settori lavorare per portare innovazione, creatività e sostenibilità ai massimi livelli in tutti gli ambiti. Anche perché l’arte in Italia ha sempre più bisogno di managerializzazione per esplicare il suo vero valore anche in termini di attrattività economica e anche qui le donne possono portare molta innovazione”.

FEDERMANAGER BOLOGNA – FERRARA – RAVENNA, con all’attivo oltre 3200 iscritti, è la sede territoriale di FEDERMANAGER, organizzazione costituita nel 1945 che rappresenta e tutela 180.000 dirigenti in servizio e in pensione delle imprese produttrici di beni e di servizi. Gli associati sono dirigenti di piccole, medie e grandi imprese, operano in tutti i settori dell’industria privata ed a partecipazione statale, compresi gli enti pubblici economici, nonché nelle attività ausiliarie e complementari dell’industria. Federmanager è presente su tutto il territorio nazionale tramite 56 Associazioni le quali forniscono ai dirigenti assistenza di carattere contrattuale, previdenziale, legale, fiscale e realizzano iniziative di natura culturale, formativa e di networking. Contribuiscono, con varie finalità, alle attività di tutela e promozione della dirigenza, anche gli enti costituiti direttamente dalla Federazione e gli enti bilaterali costituiti con Confindustria, Confapi, Confservizi e FCA. Info: http://www.bologna.federmanager.it

Manageritalia Emilia Romagna (www.manageritalia.it) – (Associazione Emilia e Romagna dirigenti, quadri ed executive professional del commercio, trasporti, turismo, servizi, terziario avanzato) associa oltre 2.000 manager ai quali fornisce una vasta gamma di servizi, di derivazione contrattuale e non, professionali e personali: formazione, consulenze professionali, sistemi assicurativi e di previdenza integrativa, assistenza sanitaria ai manager e alla famiglia, iniziative per la cultura e il tempo libero. L’Associazione dell’Emilia Romagna, insieme ad altre 12 Associazioni territoriali e a una nazionale riservata agli Executive Professional, fa capo a Manageritalia (Federazione nazionale dirigenti, quadri e professional del terziario) la Federazione nazionale che rappresenta a livello contrattuale i dirigenti del commercio, trasporti, turismo, servizi e terziario avanzato. La crescita dei suoi associati è avvenuta in parallelo con lo sviluppo del terziario in Italia negli ultimi 30 anni. Oggi Manageritalia associa in Italia oltre 37.000 manager. Le donne manager sono il 18% dei dirigenti in attività.