Francesco. Cantico per creature: Adriatico per Eva Robin’s a Teatri di Vita, Bologna (3-4 ottobre)

Eva Robin’s – Francesco Cantico per creature – ph Simona Pavone – 2

BOLOGNA – Il Cantico delle creature di Francesco d’Assisi diventa un cantico “per” creature nella lettura di Andrea Adriatico, che affida al corpo e alla voce di Eva Robin’s l’emozionante “Laudato si'” dedicato al creato. Si intitola “Francesco. Cantico per creature” il nuovo spettacolo prodotto da Teatri di Vita, con il patrocinio del Comitato Nazionale San Francesco 1226-2026 per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi, che dopo il debutto estivo al Todi Festival approda a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): sabato 3 e domenica 4 ottobre alle ore 21. La rappresentazione è all’aperto; posti limitati.

Lo spettacolo, che insieme a Eva Robin’s vede in scena Claudia Scuro, è un dialogo tra le parole del Francesco antico e quelle del Francesco del 2000 – papa Bergoglio – attraversate da 800 anni di distanza e ascoltate da una umanità contemporanea, in bilico sul baratro: in questo dialogo ideale tra Francesco d’Assisi e Papa Francesco il Cantico diventa una lingua comune che attraversa il tempo e parla al nostro presente. Una lingua fatta di cura, di rispetto e di responsabilità reciproca. Perché forse la più grande eredità contenuta in quel nome, Francesco, è proprio questa: ricordarci che siamo tutti parte della stessa fragile e meravigliosa comunità di creature.

“Francesco. Cantico per creature” inaugura la stagione del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita “L’allegria”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.

Francesco. Cantico per creature

Adriatico per Eva Robin’s

presenza Claudia Scuro

scene e costumi Andrea Barberini, Giovanni Santecchia

tecnica Simona Dell’Aquila, Mirko Porta

apporto Gloria Guida, Francesco Iacobino, Simona Pavone

cura Anas Arqawi, Federica My, Saverio Peschechera, Giulia Serinelli

produzione Teatri di Vita

con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna

con il sostegno di ABA Lecce – Accademia di Belle Arti di Lecce

con il patrocinio del Comitato Nazionale San Francesco 1226-2026 per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi

Che cos’è un Cantico per creature? Non una celebrazione del passato. Non una semplice rilettura del Cantico delle Creature. Ma un dialogo tra due epoche che si guardano a distanza di ottocento anni attraverso uno stesso nome: Francesco. Da una parte Francesco d’Assisi, autore di una delle più alte espressioni poetiche della nostra tradizione, capace di immaginare una comunità che comprendesse il sole e la terra, l’acqua e il vento, gli animali e gli esseri umani. Dall’altra Papa Francesco, il primo nella storia della Chiesa ad assumere quel nome, scegliendo di collocare il proprio pontificato sotto il segno della semplicità, della fraternità e della cura della casa comune.

Tra queste due figure non esiste soltanto un’eredità spirituale. Esiste una stessa intuizione: riconoscere che nessuno vive da solo e che ogni esistenza è parte di una relazione più ampia.

Il Cantico per Creature nasce da questa visione. Non parla di dominio, ma di appartenenza. Non mette l’uomo al centro del mondo, ma lo restituisce alla sua condizione originaria di creatura tra le creature. Essere creature significa essere vulnerabili. Significa dipendere dagli altri, dalla natura, dal tempo, dall’amore e dalla cura. Significa riconoscere che la fragilità non è una mancanza, ma una condizione condivisa.

C’è una potente risonanza nell’immagine che ha segnato il pontificato di Papa Francesco e la memoria del nostro tempo: la sera del 27 marzo 2020, quando Francesco attraversò da solo la pioggia di Piazza San Pietro durante la pandemia. In quel gesto sembravano incontrarsi il Santo e il Pontefice, il passato e il presente. Un uomo solo che parlava a un mondo improvvisamente consapevole della propria fragilità.

Interpretato da Eva Robin’s, Francesco. Cantico per creature non racconta una biografia e non mette in scena una figura religiosa. Al centro vi è il Cantico stesso, con la sua straordinaria capacità di parlare ancora al presente. Francesco rimane come una presenza discreta, una sorgente da cui nasce una domanda che attraversa i secoli: come possiamo vivere insieme in un mondo fragile?

Il titolo sceglie volutamente la formula Cantico per creature. Non un canto sulle creature, ma un canto rivolto alle creature di oggi. Agli esseri umani e ai paesaggi feriti. A chi cerca una casa, una comunità, un riconoscimento. A chi vive la guerra, il cambiamento, la differenza, la vulnerabilità come esperienza quotidiana.

In questo dialogo ideale tra Francesco d’Assisi e Papa Francesco, il Cantico diventa una lingua comune che attraversa il tempo e parla al nostro presente. Una lingua fatta di cura, di rispetto e di responsabilità reciproca. Perché forse la più grande eredità contenuta in quel nome — Francesco — è proprio questa: ricordarci che siamo tutti parte della stessa fragile e meravigliosa comunità di creature.

Andrea Adriatico, fondatore di Teatri di Vita nel 1993, è regista teatrale e cinematografico, e docente di cinema all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Con i suoi spettacoli esplora le urgenze dei tempi contemporanei, confrontandosi con la politica, lo sradicamento, i diritti e i generi. I suoi ultimi lavori sono a teatro Sette bambine ebree di Caryl Churchill e Il piacere I di Gabriele D’Annunzio, e al cinema Gli anni amari (biopic su Mario Mieli) e il docufilm La solitudine è questa dedicato a Tondelli.

Eva Robin’s è attrice e modella. Esordisce nel cinema nel 1979, dove è stata diretta, tra gli altri, da Dario Argento, Damiano Damiani, Alessandro Benvenuti, Maurizio Nichetti e Simona Izzo. Debutta a teatro nel 1993 con La voce umanadi Jean Cocteau, diretta da Andrea Adriatico per il quale è in scena in numerosi altri spettacoli, tra cui Il frigo di Copi, Giorni felici di Samuel Beckett e Jackie e le altre di Elfriede Jelinek. Sempre in teatro ha recitato in Otto donne e un mistero (regia di Claudio Insegno), Tutto su mia madre (Leo Muscato), Le allegre comari di Windsor (Andrea Chiodi), Le serve (Veronica Cruciani).