FORLÌ – AIl Centro Sociale Primavera di Forlì apre ufficialmente le proprie porte al Servizio Civile Universale, accogliendo dall’ultima settimana di settembre nella propria squadra di volontariato la diciannovenne forlivese Sana Karroum. Un segnale forte che unisce la vivacità delle giovani generazioni all’esperienza e alla memoria storica della terza età, all’interno del cuore pulsante del quartiere Ca’Ossi. L’ingresso di una giovane di 19 anni all’interno della Libera Associazione Anziani Primavera, un’associazione di promozione sociale affiliata ad ANCeSCAO, da sempre dedita all’invecchiamento attivo, alla prevenzione della solitudine e alla gestione degli orti urbani rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva e coesione sociale per tutta la città di Forlì. Durante il suo percorso di Servizio Civile, la volontaria Karroum affiancherà l’associazione nel progetto “Anziani inclusi: coltiviamo il benessere” (promosso da ANCeSCAO), con attività quotidiane di ascolto, animazione, supporto alle iniziative sociali e promozione dell’inclusione, dimostrando come il volontariato sappia abbattere le barriere anagrafiche e culturali.
«Accogliere i giovani all’interno del nostro centro significa far respirare alla nostra comunità un’aria di rinnovamento e continuità – spiega Campacci Paola Presidente del Centro Sociale Primavera – Il Servizio Civile non è soltanto un’opportunità di affiancamento operativo, ma un vero e proprio ponte intergenerazionale: i nostri soci anziani offrono memoria, valori e storie di vita, mentre i giovani portano entusiasmo, nuove competenze, supporto digitale e una sguardo fresco sul futuro della comunità. L’iniziativa ribadisce il ruolo fondamentale del Terzo Settore forlivese come palestra di democrazia e solidarietà, dove l’incontro tra generazioni diverse si trasforma in valore risorsa per l’intera collettività. L’integrazione di giovani volontari all’interno del volontariato permette a queste ultime di ampliare le proprie conoscenze, sostenere i servizi gratuiti al quartiere e rinnovare la rete di solidarietà sociale.»
«Per una diciannovenne – afferma la giovane Sana Karroum – il Servizio Civile offre un’occasione di crescita personale, contatto con la memoria storica del quartiere e sviluppo di empatia, ascolto e responsabilità sociale. Spesso è il primo vero punto di contatto con le istituzioni del Terzo Settore e la vita pubblica del proprio territorio. È un percorso che trasforma la teoria dell’educazione civica in un’esperienza pratica di solidarietà e gestione dei beni comuni.»
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