Forli

Forlì, 24 marzo 1944: i fatti di via della Ripa

FORLÌ – Oggi, 24 marzo, l’Amministrazione comunale di Forlì rivolge il pensiero a quanto accadde 76 anni fa, quando nel 1944 nella caserma di via della Ripa le autorità militari fasciste condannarono a morte cinque ragazzi accusati di renitenza alla leva e diserzione. Un fatto drammatico che ha segnato fortemente la città e il territorio.

Non potendolo ricordare come avevamo programmato con un momento commemorativo al cospetto della epigrafe, a causa delle misure per contrastare l’emergenza Covid-19, lo facciamo condividendo la memoria di quel terribile che oltre al lutto dimostrò la voglia di riscatto della città.

Il fatto va inquadrato nel clima brutale di quei giorni orribili durante i quali un’ondata di terrore pervase l’Italia occupata dalle truppe hitleriane. La fucilazione a Forlì venne eseguita immediatamente e ne furono vittime i fratelli Dino e Tonino degli Esposti nativi di Teodorano, Agostino Lotti di Galeata e dei civitellesi Massimo Fantini e Giovanni Valgiusti. Verso mezzogiorno caddero sotto il fuoco di un plotone d’esecuzione composto da giovani italiani, loro pari età, terrorizzati dal comando ricevuto.

A vigilare su tutto un plotone di soldati tedeschi. I corpi furono caricati su un autocarro e portati al cimitero. Cominciava intanto a montare la rivolta dei forlivesi, in particolare delle donne che manifestarono sdegno e rabbia.

La notizia ebbe vasta eco, destando ovunque un profondo sconforto e suscitando la rivolta delle donne che nei giorni seguenti bloccarono il lavoro nelle fabbriche e addirittura formarono un corteo che si mise in marcia e protestò al cospetto della caserma e sotto la Prefettura contro l’assassinio e per invocare la commutazione della pena inflitta ad altri dieci giovani già condannati all’esecuzione capitale per renitenza.

La pena capitale fu commutata in detenzione, le industrie rimasero bloccate ancora un giorno, poi il lavoro tutto riprese ma nulla fu più come prima. Di fronte alla barbarie la città, con le donne in testa, aveva preso una posizione.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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