“Forghieri simbolo della modenesità”

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Cittadinanza onoraria a Mauro Forghieri

Il sindaco: “Ha contribuito a fare grandi la Ferrari e il territorio”. Il presidente del Consiglio Poggi: “Esempio dell’eccezionalità locale”. Il giornalista Turrini: “Grande innovatore”

MODENA – “Mauro Forghieri ha espresso a livelli inarrivabili alcune delle caratteristiche che meglio identificano la nostra comunità: passione, creatività e spirito di innovazione. Inoltre, ha contribuito in modo fondamentale anche a portare l’amore per la qualità e la bellezza, simboli del marchio Ferrari, così come di Lamborghini e Bugatti”. Lo ha affermato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli in occasione della cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all’ingegnere e collaboratore di Enzo Ferrari che si è svolta oggi, giovedì 13 gennaio, in Consiglio comunale.

Nel suo intervento, il sindaco ha ricordato il contributo di Forghieri allo sviluppo della Motor valley, “un’area dove la passione per la meccanica ha una lunga tradizione e in cui sono nate fabbriche di marchi automobilistici che hanno concorso a far conoscere il nome di Modena nel mondo”. È in questo terreno fertile che Forghieri ha messo in campo “capacità, doni e impegno per fare grandi la Ferrari e la città” ed è perciò doveroso, ha aggiunto Muzzarelli, “riconoscere il significativo contributo dato a questa tradizione dei motori”. Decisiva è stata l’attenzione di Forghieri, nell’arco di tutta la sua carriera, all’avanguardia e alle nuove tecnologie, anche nell’ottica delle prospettive del comparto dei motori: “Si tratta di sfide importanti, da vincere, come Forghieri ha saputo fare. L’impegno è assunto anche da tutto il territorio – ha spiegato il sindaco – e prosegue ora, speriamo a breve pure col completamento dell’Autodromo di Modena, per favorire la transizione ecologica e l’innovazione e la sostenibilità dell’automotive”.

Il presidente del Consiglio Fabio Poggi si è concentrato sulla capacità di Forghieri di rappresentare Modena nel mondo grazie al suo esempio: “La sua storia – ha osservato – è quella di un modenese ‘normale’ che ha saputo trasformare la passione in un mestiere e poi in un progetto e un’esperienza di successo, con competenze uniche e prodotti inimitabili”. L’ingegnere, dunque, costituisce un simbolo “di una comunità e un territorio che pur rimanendo semplici, magari anche di origini umili, riescono a diventare straordinari. Grazie alla visibilità internazionale scaturita dai traguardi sportivi, infatti, Forghieri ha contribuito a diffondere questa caratteristica della modenesità. È un merito eccezionale e con questo conferimento lo si riconosce”.

Leo Turrini, giornalista esperto di motori, ha esordito citando le radici modenesi di Forghieri: “Mauro è un figlio di questa terra e, nonostante sia popolare in tutto il mondo, non ha mai rinunciato all’identità modenese”, ha affermato, sottolineandone poi il percorso professionale. Quando venne nominato dal Drake capo del Reparto Corse “aveva appena 27 anni ed era praticamente un neo-laureato – ha proseguito –. Allora ci si credeva nei giovani e si investiva nelle nuove generazioni, oggi non accadrebbe più. Era un’altra Italia, una società da recuperare, in cui l’ascensore sociale funzionava davvero”. Turrini, quindi, ha parlato della professionalità di Forghieri: “L’innovazione costituiva la stella polare della sua attività e i numerosi elementi introdotti, da quelli più noti come gli alettoni sulle auto da F1 ad altri meno conosciuti, sono stati adottati da tutti. Mauro, insomma, non si è mai seduto sugli allori: nella sua carriera non c’è stata solo la Ferrari ma anche altre esperienze importanti e ricche di spunti visionari. Per esempio nel 1990 realizzò per Lamborghini il primo furgone elettrico, un minivan. Gli risposero che era troppo in anticipo sui tempi…”.

Nel dibattito in aula sono intervenuti anche due consiglieri comunali. Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha espresso “orgoglio ed emozione” per la cerimonia di conferimento “a un figlio eccellente di questa città”. Grazie alle qualità espresse “sia dal punto di vista tecnico e innovativo sia sul fronte della gestione del team”, infatti, Forghieri “ha portato a lungo nel mondo Modena e i suoi valori, così come l’Italia intera, rafforzando il mito della Ferrari”.

Antonio Carpentieri (Pd) ha parlato dell’ingegnere come di “un vero modenese” che ha incarnato “i valori della laboriosità, della passione per il lavoro e della capacità di innovare, contribuendo quindi a migliorare non solo la F1 bensì l’intera industria automobilistica, nel contesto della Motor valley”. Il consigliere, rivolgendosi a Forghieri, ha spiegato che “la cittadinanza onoraria porta anche la responsabilità di rappresentare Modena, e i suoi valori, come lei peraltro ha sempre fatto”.