PENNABILLI (RN) – Tre giorni per attraversare territori, incontrare sguardi diversi e provare a immaginare insieme nuove forme di convivenza. Dal 21 al 23 agosto 2026, a Pennabilli, torna la IX edizione di Habitat, il festival promosso da Chiocciola la casa del nomade e Ultimo Punto – Associazione Culturale.
Quest’anno Habitat parte da una condizione che ci accomuna: la crisi è diventata una dimensione quotidiana, che attraversa il nostro modo di vivere, i territori che abitiamo e il modo in cui immaginiamo il futuro. Da qui nasce il tema della IX edizione, “Abitare la crisi”, e un programma di incontri, cammini, arte, cinema e pratiche condivise per provare a leggerne la complessità a partire dai luoghi e dalle comunità.
Una parte delle attività si svolgerà negli spazi di ZIP – Cerniera di Innovazione Culturale, nato dalla rigenerazione di un ex laboratorio artigianale e pensato come luogo di incontro tra persone, associazioni e idee.
ABITARE LA CRISI
Guardare alla crisi non solo come rottura o emergenza, ma come spazio politico da interrogare e attraversare, luogo di possibilità, trasformazione e responsabilità collettiva.
È una soglia che mette in discussione ciò che diamo per acquisito e ci costringe a ripensare modelli, valori e relazioni. Un passaggio che riguarda anche i territori che abitiamo e il modo in cui scegliamo di stare dentro le trasformazioni che li attraversano.
Habitat propone per questo uno spazio-tempo condiviso per abitare consapevolmente la complessità, coltivare pensiero critico, mettere in comune esperienze e saperi e provare a riconoscere, dentro le fratture del presente, possibilità ancora da esplorare.
Non per cercare risposte semplici o soluzioni immediate, ma per sostare nelle domande e capire insieme come vogliamo abitare ciò che sta cambiando.
Venerdì 21: dalle crisi del presente alla possibilità di immaginare alternative
Il Festival apre venerdì 21 agosto alle 17.00 allo ZIP, con un’introduzione al tema Abitare la crisi.
Alle 17.30 sarà il momento della restituzione di ROOTS – Il tuo sguardo sul territorio, il progetto promosso dal Parco Sasso Simone e Simoncello che ha portato 15 partecipanti a vivere cinque giorni di esplorazione, cammino, osservazione e ricerca artistica nel territorio del Parco.
Il Giro del Monte è stato per loro un vero e proprio campo di ricerca a cielo aperto: non una semplice traccia da seguire, ma un territorio da attraversare lentamente, osservando segni, stratificazioni e trasformazioni e mettendo in relazione la natura con le tracce della presenza umana.
Durante il percorso, ogni partecipante ha costruito il proprio sguardo attraverso un taccuino di viaggio fatto di parole, disegni, fotografie, mappe, immagini, materiali e registrazioni. Quindici modi differenti di guardare e raccontare lo stesso territorio, nati dall’esperienza diretta e dalla relazione con i luoghi attraversati.
A Habitat, i partecipanti restituiranno questo percorso e le storie raccolte lungo il cammino, portando con sé non una lettura unica del territorio, ma una molteplicità di sguardi che si incontrano e si mettono in comune.
Alle 18.30 il festival si sposterà al MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello, CEAS e Centro Visite per una visita a “Habitat. Altri sguardi sull’Antropocene”, la mostra di Nicolò Reali, in arte Gola Hundun, a cura di Gian Guido Grassi, inserita nel programma Fuori Mostra – Pennabilli Antiquariato.
Il progetto nasce dall’osservazione di edifici abbandonati e spazi residuali progressivamente riconquistati da piante, funghi e animali. In questi luoghi la natura torna a essere architetto. L’intervento artistico non impone nuove forme, ma rende visibili processi già in atto, accompagnando la lenta ricolonizzazione degli spazi.
Al MUSSS la mostra prende forma come un’installazione diffusa in cui opere, reperti naturalistici e collezioni scientifiche entrano in relazione all’interno dello stesso ambiente. Il museo diventa parte integrante del progetto: uno spazio di confronto tra ricerca artistica e ricerca scientifica, dove emergono nuove letture della biodiversità, delle relazioni interspecifiche e delle trasformazioni del paesaggio contemporaneo.
La mostra è promossa da Pennabilli Antiquariato, Chiocciola – La Casa del Nomade, MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello e Associazione START.
La serata proseguirà allo ZIP con l’apericena a cura di Chiocciola la casa del nomade e Ultimo Punto.
Alle 21.00, nell’ambito di Nuovo Cinema Pennabilli – Cineforum di paese, sarà proiettato We Are Making a Film About Mark Fisher (2025), documentario di Sophie Mellor e Simon Poulter, del collettivo britannico Close and Remote, in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Il film attraversa il pensiero di Mark Fisher, filosofo, saggista e critico musicale scomparso nel 2017, a partire dal concetto di “realismo capitalista”: una condizione in cui il sistema in cui viviamo non appare soltanto come un modello economico, ma come una struttura culturale e psicologica che influenza il nostro modo di vivere e di immaginare il futuro, fino a rendere difficile pensare che possano esistere alternative.
Riprendendo le sue idee dagli anni Novanta a oggi, il documentario diventa un invito a interrogarsi sulla possibilità di rompere questa percezione e tornare a immaginare altri scenari.
La visione sarà introdotta da Davide Ramilli, che ha curato la proiezione del film a Rimini lo scorso marzo, e sarà seguita da un momento di confronto.
Sabato 22: camminare, dare voce al non umano, osservare il paesaggio
Sabato Habitat esce dagli spazi di ZIP e si mette in cammino.
Dalle 10.30 è prevista una camminata partecipata nei dintorni di Pennabilli, con pranzo al sacco autogestito e tre tappe che attraversano il tema della crisi ecologica da prospettive diverse.
La prima è affidata al collettivo Biologia Politica, con il laboratorio di artivismo “Prove di un parlamento multispecie”.
Nato all’interno del movimento Climate Pride, il laboratorio intreccia ricerca, arte e saperi scientifici per esplorare nuove forme di convivenza tra le specie. L’invito è a mettere in discussione una politica dominata dalla tirannia dell’umano “troppo umano” e a provare a deliberare su questioni che, troppo spesso, vengono affrontate esclusivamente dal punto di vista umano.
Un parlamento multispecie come dispositivo per spostare lo sguardo e interrogarsi su come alberi, animali, funghi, suoli e altri elementi del vivente possano entrare, anche simbolicamente, nei processi attraverso cui decidiamo del territorio che abitiamo.
Il laboratorio apre così una domanda sulla possibilità che le dinamiche ecologiche possano orientare, dal basso, la transizione ecologica e contribuire a costruire una nuova idea di giustizia climatica.
La seconda tappa sarà alla Roccia del Leone / Sasso d’Orlando, dove l’artista Pixa presenterà “Entità superiori”, un’installazione immersa nel paesaggio della Valmarecchia.
Qui il territorio naturale diventa parte integrante dell’opera e costituisce il corpo stesso delle figure rappresentate. Pixa immagina un volto per quegli elementi che, agendo in armonia, rendono possibile la vita terrena: un’immagine simbolica attraverso cui entrare in relazione con la loro dimensione eterea, con lo spirito che li anima.
In questo dialogo tra immagine e paesaggio, l’installazione invita a guardare il territorio non soltanto come sfondo, ma come insieme di elementi e relazioni da cui dipende la nostra stessa possibilità di abitare.
L’opera resterà visibile fino al 21 settembre 2026.
L’ultima tappa della camminata sarà dedicata a SPORE – Scuola di Campagna, laboratorio transdisciplinare che indaga le nuove ecologie dell’Antropocene attraverso pratiche sperimentali agroecologiche e una rinnovata attenzione per l’estetica del vivente.
Al centro dell’intervento ci sarà il suolo: i suoi micromondi, le affinità tra gli innesti, le simbiosi tra uomini e piante, le alleanze con fermenti e batteri. Un modo per avvicinarsi a quella parte del territorio che normalmente rimane invisibile e riconoscere nel suolo un sistema complesso di relazioni.
A partire da giovedì 20 agosto, allo ZIP, SPORE sarà inoltre insieme a Nicola Ianni per praticare la cromatografia circolare su carta, una tecnica accessibile che permette di osservare e leggere la qualità di un suolo mettendo in relazione la componente chimico-fisica con i processi di trasformazione inorganici e microbiologici.
Dopo il rientro allo ZIP, la giornata proseguirà con la cena a cura de Il Povero Diavolo – Osteria Sociale e una serata dedicata allo spettacolo, alla musica e all’incontro.
Alle 21.00 andrà in scena “Una sola moltitudine”, work in progress di Clio Gaudenzi, artista multidisciplinare che ha attraversato teatro, arte contemporanea, circo e progetti di impegno civile e sociale, collaborando con realtà come Teatro alla Scala, Accademia della Follia, Orchestra Olimpia, TIR – Teatro Sociale Integrato, Circo Paniko, Circo El Grito e Duo Kaos.
Al centro della sua ricerca ci sono il corpo e la voce, intesi come strumenti attraverso cui entrare in relazione con gli altri e con lo spazio. Una sola moltitudine è un lavoro ancora in divenire, che Habitat accoglie proprio nella sua forma di ricerca e attraversamento: un’occasione per incontrare un linguaggio artistico mentre prende forma, tra presenza, corpo e parola.
A seguire, dalle 21.30, sarà il momento della musica dal vivo con La Banda Gaudia, formazione nata a Casa Teatro Vallegaudia, la residenza artistica coordinata da Clio Gaudenzi a Tavullia. La Banda Gaudia attraversa musiche dal mondo, tradizione e autorialità, lasciandosi guidare da arrangiamenti liberi e giocosi che passano da New Orleans a Patrasso, tra swing, valzerini, samba siciliana e altre contaminazioni.
La serata allo ZIP sarà anche un momento di festa e di incontro: dopo il concerto, musici e cantanti saranno invitati a prendere liberamente spazio, trasformando il palco in un luogo aperto alla partecipazione e alla condivisione.
Per tutta la serata sarà attivo un bar temporaneo, per continuare a stare insieme e abitare lo spazio anche dopo la fine del programma.
Domenica 23: fermarsi, mettere in comune, provare a costruire possibilità
La domenica sarà la giornata centrale di Habitat: il momento in cui fermarsi, ascoltare e mettere in comune gli spunti emersi durante il festival.
Alle 10.00, Daniele Ietri ed Eleonora Mastropietro proporranno un intervento di ispirazione sul tema Abitare la crisi.
Geografi, documentaristi e coordinatori del progetto Studi sul Qui, Ietri e Mastropietro intrecciano osservazione territoriale, ricerca e documentario, lavorando sulle trasformazioni dei luoghi e sulle forme attraverso cui possiamo raccontarli e comprenderli.
Il loro intervento sarà un’occasione per tornare alla domanda che attraversa questa edizione di Habitat e guardarla a partire dai territori che abitiamo: cosa significa vivere dentro una condizione di crisi permanente? E quali possibilità si aprono quando scegliamo di osservare, comprendere e condividere ciò che accade nei luoghi che viviamo?
Dopo il pranzo conviviale delle 13.00, dalle 15.00 il festival entrerà nella sua dimensione più partecipativa, con la divisione in tavoli di lavoro, moderati da Lapo Brau, counselor, facilitatore e formatore.
Sarà uno spazio per riprendere gli spunti emersi durante le giornate, attraversarli nuovamente insieme e provare a far emergere domande, connessioni e possibili direzioni.
Non per arrivare necessariamente a una risposta, ma per esercitare una pratica di confronto e di costruzione collettiva: mettere in comune quello che sappiamo, quello che stiamo vivendo e quello che ancora non sappiamo come affrontare.
La conclusione di Habitat torna così al suo punto di partenza: l’incontro tra abitanti, territori, esperienze e saperi differenti. Un incontro che non pretende di risolvere la complessità, ma di creare le condizioni perché possano emergere nuovi sguardi e nuove possibilità di relazione.
Alle 18.30 il festival si concluderà con saluti e partenze.
Habitat nasce dal lavoro di Chiocciola la casa del nomade e Ultimo Punto – Associazione Culturale, in collaborazione con ZIP – Cerniera di innovazione culturale, Artisti in Piazza – Pennabilli Festival, Cosmic Fringe Radio, Parco Sasso Simone e Simoncello, MUSSS – Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello, CEAS e Centro Visite, con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.
Durante le giornate del festival sarà inoltre allestito allo ZIP uno spazio dedicato allo scambio di contatti e alla costruzione di una mappa delle realtà che partecipano ad Habitat: un luogo per conoscersi, far emergere connessioni e condividere idee e possibilità.
Chi vorrà potrà portare con sé un libro, un capitolo, una poesia o un piccolo “nutrimento” da mettere in consultazione e condividere con gli altri partecipanti, contribuendo a costruire uno spazio comune di lettura e confronto.
Tutte le attività sono a ingresso libero. Per motivi organizzativi è consigliata l’iscrizione alle attività attraverso il modulo predisposto dall’organizzazione.
Sarà inoltre possibile fermarsi a dormire nelle notti del 21 e 22 agosto in una struttura a basso costo, con camere e spazi condivisi, a meno di dieci minuti da Pennabilli.
Durante il festival sarà possibile pranzare e cenare allo ZIP e sarà attivo un bar temporaneo per tutta la durata delle giornate.
HABITAT – IX edizione
Abitare la crisi
21 · 22 · 23 agosto 2026
ZIP – Cerniera di innovazione culturale
Pennabilli (RN)
Tre giorni di incontro tra abitanti dell’Appennino.
Evento facebook > https://fb.me/e/22rjo3kIwE
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