Parma

Federico Cornelli “Alumnus dell’anno” 2026: dall’Università di Parma alla Consob

Al Commissario della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa il premio istituito dall’Ateneo e dall’Associazione Alumni e Amici

PARMA – È Federico Cornelli, Commissario della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), l’Alumnus dell’anno 2026 dell’Università di Parma. Il suo è il nono nome iscritto nell’albo d’oro del riconoscimento, istituito dall’Ateneo e dall’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma per rendere omaggio a ex studentesse ed ex studenti che si siano particolarmente distinti con il loro percorso professionale, portando prestigio all’Università.

Federico Cornelli ha conseguito all’Università di Parma il Dottorato di ricerca in Determinazione e comunicazione del valore nelle aziende e ha una lunga esperienza internazionale sui mercati finanziari e sulla regolamentazione europea. Nel suo curriculum, tra le altre cose, la Arab Banking Corporation, la BNL, la Consob quale responsabile dell’analisi finanziaria, il Credito Cooperativo italiano, l’Associazione Bancaria Italiana. È Commissario Consob dal 2023. Rappresenta la Consob nell’European Systemic Risk Board – ESRB della Banca Centrale Europea e all’OCSE.

Oggi in Aula Magna la cerimonia di consegna, aperta dal Rettore Paolo Martelli. «La carriera del dottor Cornelli e le tappe che la sostanziano ne fanno un esempio e un modello per le nostre studentesse e i nostri studenti. E ne fanno un vanto per l’Ateneo e per la stessa associazione Alumni e Amici, che assegnano questo premio con grande convinzione e con gratitudine», ha osservato, sottolineando anche il «valore del nostro Ateneo, che come dimostra il percorso del dottor Cornelli viene scelto come realtà di riferimento anche per una formazione di qualità nel post lauream».

A seguire gli interventi di Marco Reggiani, Presidente dell’Associazione Alumni e Amici dell’Università di Parma, di Claudio Cacciamani, docente di Economia degli intermediari finanziari, e dell’Alumnus dell’anno.

«Questo è soprattutto un premio dato a una persona che ha saputo mantenere vivo il legame con l’Università e ha saputo trasformare la formazione che ha avuto qui in una storia di successo, e in occasioni di ritorno e di restituzione», ha osservato Marco Reggiani, che ha aggiunto: «È un premio che guarda contemporaneamente al passato e a futuro: il suo, dottor Cornelli, è un percorso professionale straordinario, ora la sfida, se la accetta, è di essere sempre più testimone e buon esempio per tutti gli studenti, i laureati e gli alumni».

«L’Università di Parma – ha detto nella sua laudatio Claudio Cacciamani – si è dimostrata per le radici di Federico Cornelli un terreno non solo solido, ma anche fertile. D’altro canto, questo nostro Alumnus che oggi premiamo dimostra di sapere dare buoni, anzi ottimi frutti, ma senza mai dimenticare il terreno delle sue radici. Tutto questo deve essere di ulteriore stimolo per tutti noi, Università, Docenti e, soprattutto, studenti: non si può guardare al futuro senza un “ritorno” e un continuo interscambio, quanto mai pieno di gratitudine reciproca e, diciamolo, magari anche di “nostalgia”, alle Istituzioni e a coloro che ci hanno permesso di “esporre le foglie al vento”».

«Quello di Parma è un Ateneo frizzante, bello», ha affermato Federico Cornelli, che ha sottolineato i suoi legami con la città e l’Università e si è poi rivolto ai giovani e alle giovani: «Per voi c’è una sfida nuova. È quella di far fare un passo avanti all’Europa, che è a metà del guado. Che non ha la costituzione, non ha il libro unico di diritto civile, commerciale, penale, dell’economia. Quindi che si norma dal basso con regolamenti e direttive, e questo crea un po’ la sensazione di un’Europa che norma sola e non ha volontà politica. In questi giorni, in questa crisi, ci sarebbe voluta un’Europa molto più decisa».

Poco prima dell’inizio della cerimonia Federico Cornelli ha scritto un pensiero e la firma nel libro d’onore dell’Università di Parma.

Nell’albo d’oro del premio Alumnus dell’anno figurano Pietro Beccari (al tempo del conferimento Presidente e CEO Dior, oggi Presidente e CEO di Lvmh Fashion Group), Francesca Pasinelli (al tempo Direttrice generale e oggi Consigliera di Fondazione Telethon), Tommaso Ghidini (Dirigente di Struttura dell’Agenzia Spaziale Europea), Stefano Albertini (Direttore della Casa Italiana Zerilli-Marimò e Professore di Italiano alla New York University), Nicola Longo (Professore di Pediatria e Direttore della Divisione di Genetica Medica della University of Utah), Chiara Zilioli (Direttrice Generale del Servizio Legale della Banca Centrale Europea), Michele Sofisti (già Presidente/CEO di Omega, Swatch, Gucci Watches & Jewellery, Girard Perregaux, oggi AD di Nzatu), Fortunato Ortombina (Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Teatro alla Scala).

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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