Ex Colombofili, bando per riqualificazione e gestione

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La Giunta ha approvato le linee di indirizzo per affidare a un soggetto del terzo settore l’area situata nello spazio del Novi Sad per attività culturali, sportive, ricreative

MODENA – La riqualificazione e la gestione dell’edificio e dell’area dell’ex Colombofili, al parco Novi Sad, saranno affidate con un bando aperto a soggetti del terzo settore che dovranno presentare un progetto per realizzare attività in ambito culturale, sportivo e ricreativo.

La Giunta del Comune di Modena, su proposta dell’assessora al Patrimonio Anna Maria Lucà, ha approvato, infatti, nelle scorse settimane, le linee di indirizzo per il bando, in uscita entro febbraio, con il quale sarà concessa in gestione l’area di circa 1.600 metri quadrati acquisita dal Demanio nel 2019, nell’ambito del programma di Federalismo demaniale.

Obiettivo della concessione in gestione è favorire la riqualificazione del comparto urbano in cui è inserito l’edificio, attraverso funzioni e attività capaci di richiamare il pubblico, sollecitare la partecipazione e l’aggregazione e garantire il presidio dell’area nell’arco della giornata, in linea con le altre iniziative di riqualificazione del parco Novi Sad e, in particolare, con il progetto “Parco Novi Sad, azioni integrate per la sicurezza urbana”: dopo la partenza a luglio 2020, con iniziative di animazione sociale e culturale, in questi mesi sono state realizzate un’area fitness da utilizzare come palestra all’aperto e un’area giochi, è stata potenziata la videosorveglianza, con quattro nuove telecamere, e intensificati i controlli di Polizia locale e Forze dell’ordine, con il contributo delle Guardie ecologiche di Fareambiente, mentre è partito anche un servizio di educativa di strada per i giovani e sono in corso i lavori per il potenziamento dell’illuminazione.

In base alle linee di indirizzo, il bando per la gestione dell’ex Colombofili sarà aperto a soggetti non profit del terzo settore che operano nel campo culturale, ricreativo e sportivo. Il concessionario, in proprio o in collaborazione con altri soggetti, dovrà organizzare uno o più programmi di attività in ambito culturale, ricreativo o sportivo, con esclusione, però, dell’attività di discoteca. Sarà possibile attuare un servizio bar (utilizzando fino al massimo del 20 per cento della superficie netta) ma non la ristorazione.

L’edificio dell’ex Colombofili necessita di un rilevante intervento di manutenzione straordinaria per l’adeguamento del fabbricato e dell’area di pertinenza che sarà a carico del concessionario. In particolare, sarà necessario intervenire per adeguare l’impiantistica elettrica e idrica e il riscaldamento, rimuovere alcune coperture in amianto e sostituirle con coperture idonee, ed effettuare tutti i lavori, anche edili, necessari per la rifunzionalizzazione dell’immobile.

La durata del contratto di concessione sarà di nove anni, rinnovabili per altri nove.

Le proposte presentate saranno valutate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (con un massimo di 80 punti per l’offerta tecnica e di 20 per quella economica, al rialzo sul canone annuale a base di gara). Nell’ambito dell’offerta tecnica, il peso maggiore (fino a 50 punti) lo avrà il programma delle iniziative e delle attività, che dovranno essere coerenti con le caratteristiche del luogo e del pubblico atteso, con attenzione alla varietà e alla differenziazione delle iniziative. Nell’offerta tecnica saranno valutate anche le opere di adeguamento previste, il layout degli arredi e delle attrezzature previste.

L’importo del canone annuale a carico del concessionario, fissato in 26 mila euro per gli spazi assegnati con finalità culturale e aggregativa, è ridotto dell’80 per cento in considerazione delle esigenze di valorizzazione dello spazio, risultando, quindi di 5.200 euro e di 6.500 euro per il bar. Il canone annuale a base d’asta sarà, perciò, di 11 mila 700 euro. Tenendo conto, però, della necessità di eseguire un significativo intervento di riqualificazione dell’intera struttura, la giunta ha deciso di scomputare dal canone di concessione i costi sostenuti per gli interventi di adeguamento e manutenzione straordinaria fino a un importo massimo di 80 mila euro.