Epidemia di cancro colorato: si conclude l’intervento

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Da lunedì 8 luglio, i cantieri per rimuovere 3 esemplari in viale Rimembranze e 4 in viale Amendola. La legge impone l’abbattimento per evitare il contagio dell’infezione

MODENA – Partono lunedì 8 luglio i lavori per rimuovere sette platani colpiti da cancro colorato e, per questo motivo, a rischio caduta: tre in viale Rimembranze e quattro in viale Amendola. Con queste rimozioni si conclude il più ampio intervento annunciato e iniziato lo scorso aprile in viale Montecuccoli (dove sono stati rimossi nove esemplari) e proseguito nell’area del PalaMadiba (che ha interessato tre alberi) con l’obiettivo di bloccare la diffusione dell’epidemia. Le piante rimosse saranno sostituite, non appena possibile, con altri platani di una varietà diversa, la Vallis Clausa, che è resistente al cancro colorato.

L’intervento è stato disposto con una determina della Regione Emilia Romagna a seguito di un’ispezione fitosanitaria nel corso della quale sono stati constatati i sintomi della malattia, e delle conseguenti analisi, eseguite dal laboratorio ufficiale del settore Fitosanitario e difesa delle produzioni, che hanno accertato la presenza del cancro colorato negli alberi esaminati.

Il cancro colorato è un’infezione molto grave e contagiosa che colpisce solo i platani. È causata da un fungo (Ceratocystis platani) che penetra nelle piante attraverso le ferite, anche piccolissime, presenti sul tronco o sulle radici e si diffonde rapidamente provocando l’occlusione dei vasi legnosi e portando la pianta a morte, con conseguente rischio di caduta, nel giro di pochissimi anni. L’infezione, incurabile, si sparge velocemente da una pianta all’altra (anche attraverso il contatto delle radici) e per questo motivo un decreto ministeriale del 2012, poi recepito a livello regionale, impone come trattamento fitosanitario obbligatorio l’abbattimento degli alberi nei quali sia stata accertata la malattia. La legge impone anche la rimozione delle piante adiacenti in modo da evitare, appunto, il contagio e preservare gli alberi che fanno parte di filari stradali, parchi e giardini.

I lavori vengono eseguiti avendo cura di ridurre al minimo il rischio di dispersione della segatura degli alberi infetti. Sono estirpate anche le ceppaie e, nel caso non sia possibile, ceppo e radici sono devitalizzati e tagliati al disotto del livello del suolo, procedendo poi alla disinfezione delle buche. Anche tutta la zona interessata dagli abbattimenti viene disinfettata. Il legname derivante dagli abbattimenti sarà smaltito presso un impianto di trattamento adeguato.

La prima segnalazione del cancro colorato dei platani risale al 1926 nel New Jersey. Da qui si è diffuso in varie zone della fascia orientale degli Stati Uniti e successivamente in Europa. In Italia, il cancro colorato si è manifestato per la prima volta nel 1956 in Campania e particolarmente a Caserta dove ha completamente distrutto il filare di centinaia di piante secolari che ornavano il viale di accesso alla Reggia. Negli anni ’70 del Novecento l’infezione si è diffusa in altre regioni e oggi è presente su tutto il territorio italiano. In Emilia Romagna si sono riscontrati focolai in tutte le province.