Domenica 29 maggio si celebra la XXI Giornata nazionale del sollievo con iniziative in tutta l’Emilia-Romagna

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logo regione emilia romagnaBOLOGNA – Informare e sensibilizzare i cittadini su cosa è possibile fare concretamente per migliorare la qualità della vita dei pazienti che si trovano ad affrontare un percorso di cure fisicamente ed emotivamente doloroso.

Questo è l’obiettivo della XXI Giornata nazionale del sollievo, in programma domenica 29 maggio e promossa annualmente dal ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti onlus, con il coinvolgimento di associazioni professionali e di volontariato.

“In Emilia-Romagna l’attenzione verso questo tema è iniziata nel 1994- afferma l’assessore alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini– con l’approvazione della prima legge regionale in Italia dedicata alle cure palliative, e continua ad essere alta, come dimostra la recente adesione al Manifesto nazionale delle cure palliative pediatriche. Questo ha favorito la creazione di una solida rete di assistenza contro il dolore, che mette al centro le persone ed è costantemente al lavoro per evitare sofferenze inutili, prevenire dove possibile l’insorgere del dolore, migliorare la qualità dei servizi e dare più sollievo all’ammalato nel rispetto della sua dignità e della sua libertà di scelta”.

E in occasione della XXI Giornata nazionale del sollievo e nei giorni successivi sono molte le iniziative organizzate dalle Aziende sanitarie della regione – peraltro costantemente impegnate con attività di formazione del personale e dei volontari –  per tenere alta l’attenzione sul tema; tra le attività previste: raccolta dati, consegna di borse di studio, incontri di formazione, diffusione di materiale informativo sulla legge 38 del 2010 relativa alla terapia del dolore e alle cure palliative) e concerti di raccolta fondi.

Una legge che ha l’obiettivo di assicurare adeguata assistenza e dignità alle persone che a causa di patologie o terapie soffrono di un disagio fisico, morale o sociale, rispetto alla quale non è però stata raggiunta piena consapevolezza delle possibilità offerte. Ad evidenziarlo, gli ultimi dati disponibili (2017) dell’Osservatorio per il monitoraggio della terapia del dolore e delle cure palliative: solo il 45% degli italiani conosce la normativa, oltre il 65% non è consapevole che le strutture sanitarie sono tenute a misurare e riportare il dolore e il 40% non è a conoscenza delle cure attuabili, anche se la quasi totalità delle sindromi dolorose sono trattabili.