Domani a Parma “Racconti dalla furia e dal ritorno, storia di un museo dimenticato, di un gruppo di sopravvissuti, di poemi omerici che affiorano dal buio”

Lo spettacolo è in programma giovedì 10 gennaio, alle 21.30, allo Splinter Club di piazza Bruno Mora 11/a

parma2020PARMA – E’ in programma giovedì 10 gennaio, alle 21.30, allo Splinter Club di piazza Bruno Mora 11/a, lo spettacolo: “Racconti dalla furia e dal ritorno, storia di un museo dimenticato, di un gruppo di sopravvissuti, di poemi omerici che affiorano dal buio” a cura Amorevole Compagnia Pneumatica e Cooperativa Sociale Società Dolce, con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato al Welfare del Comune di Parma. Lo spettacolo conclude il secondo anno di didattica teatrale rivolta ai senza fissa dimora e svoltosi presso il Cant – Centro Accoglienza Notturna Temporanea di Parma, in partnership con la Cooperativa Società Dolce, nonché con la collaborazione delle Onlus Svoltare e San Cristoforo.

L’Amorevole Compagnia Pneumatica presenta un nuovo lavoro teatrale realizzato in collaborazione con la Cooperativa Società Dolce: Racconti dalla Furia e dal Ritorno è uno spettacolo che – al pari dei precedenti Racconti dal Diluvio e Racconti dall’ Esodo – prevede la compresenza sulla scena di attori professionisti e persone senza fissa dimora aventi preliminarmente preso parte a un laboratorio condotto dalla Compagnia.

Dopo una versione bolognese debuttante nel febbraio 2018 all’ interno del cartellone dell’Arena del Sole, la Compagnia propone ora una seconda edizione dello spettacolo. In questa versione concepita espressamente per Parma, accanto a ospiti ed ex-ospiti Centro di Accoglienza Giuseppe Beltrame di Bologna, saranno presenti ospiti ed ex-ospiti della Casa di Accoglienza Notturna e Temporanea (CANT) di Parma – all’ interno della quale è stato allestito lo spettacolo – nonché altre persone senza fissa dimora che ricevono in città assistenza dalle Onlus Svoltare e San Cristoforo.

La storia è ambientata in un museo distaccato dal tempo e dal mondo, privo di visitatori. A un tratto, i custodi del museo devono fronteggiare l’improvviso ingresso di persone – sia italiane che immigrate – sfuggite a guerra e naufragio. I visitatori-rifugiati iniziano a raccontare la della propria vita e i custodi, allora, trovano riscontro e paragone fra tali vicende e quelle dei poemi omerici Iliade e Odissea: questo fa sì che sulla scena l’attualità e i fantasmi d’un passato remoto si mescolino fra loro. Nel frattempo, due divinità che sembrerebbero corrispondere a Zeus e ad Atena, si manifestano a loro volta all’ interno del museo.

Racconti dalla Furia e dal Ritorno s’interroga su due temi invarianti nella storia umana. Il primo è quello della Furia, ovvero la subordinazione d’ogni esistenza a situazioni di conflitto sovradeterminate. Una Furia che può essere ravvisata tanto nell’ etica guerriera degli antichi, quanto nella guerra sociale fra poveri che è propria del presente.

Il secondo concetto è quello del Ritorno. Se da una parte la pulsione a sradicarsi e deteritorializzarsi è caratteristica propria dell’essere umano, non meno umana è la pulsione opposta verso il ricongiungimento alle proprie origini. Nella cultura greca, questo tema si è formalizzato nel genere letterario dei Nostoi, ovvero i poemi epici narranti i ritorni in patria degli eroi. In un’epoca in cui la deriva nomadica e lo sradicamento sono assurti a modello e principio valoriale, questo spettacolo vuole dunque riflettere sul concetto di Ritorno, analizzandone la portata ben oltre l’aspetto del materiale ricongiungimento con una terra d’origine.