FORLÌ – Martedì 1 settembre alle ore 19 negli spazi della Fondazione Dino Zoli di Forlì inaugura Interference. The image is never just an image, mostra collettiva internazionale di arte contemporanea intermediale che farà da prologo a Ibrida Festival delle Arti Intermediali, in programma a Forlì dal 17 al 20 settembre.
Entrambi gli appuntamenti sono curati e diretti da Francesca Leoni e Davide Mastrangelo di Vertov Project, che spiegano: «Il progetto è nato attorno alla parola “interferenza”, intesa non come errore o disturbo da eliminare, ma come possibilità di deviazione, trasformazione e apertura verso qualcosa di inatteso. Pur nella diversità dei linguaggi e delle poetiche, le opere riunite in Interference attraversano alcune delle questioni più urgenti del presente: il corpo e le sue trasformazioni, la costruzione dell’identità, la memoria personale e collettiva, il rapporto con il paesaggio, le dinamiche del potere e il modo in cui le immagini influenzano la nostra percezione della realtà».
«Viviamo in un’epoca in cui le immagini, le informazioni e persino le relazioni sono sempre più filtrate dagli algoritmi, che tendono a mostrarci ciò che già conosciamo, ciò che ci somiglia e ciò che conferma le nostre preferenze» aggiungono «Interference vuole interrompere questa continuità prevedibile e invitare il pubblico a rallentare, osservare e incontrare qualcosa che non stava necessariamente cercando».
La mostra attraversa videoarte, installazioni interattive, realtà virtuale, realtà aumentata, intelligenza artificiale, mixed reality e sperimentazione audiovisiva, con opere di Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, biarritzzz e Özge Samancı.
«La scelta di riunire dodici artiste non nasce da un criterio puramente identitario, ma dalla volontà di rendere visibile la forza di ricerche artistiche femminili che operano da anni ai massimi livelli internazionali» concludono Leoni e Mastrangelo «Sono artiste che utilizzano tecnologie avanzate, dirigono gruppi interdisciplinari, collaborano con ricercatori, programmatori e istituzioni scientifiche e hanno costruito percorsi professionali autonomi e autorevoli. La mostra vuole rappresentare un’interferenza anche all’interno del sistema dell’arte, dove il contributo delle donne alla sperimentazione tecnologica non sempre riceve un riconoscimento proporzionato alla sua importanza. Queste artiste dimostrano che le donne non sono presenze marginali nell’arte digitale, ma protagoniste dell’invenzione dei suoi linguaggi».
La Fondazione Dino Zoli si trova in Viale Bologna 288 a Forlì.
La mostra resterà aperta fino a domenica 11 ottobre. Orari: dal martedì al giovedì 9.30-12.30, dal venerdì alla domenica 9.30-12.30 e 16.30-19.30.
Ingresso libero e gratuito.
Info: http://ibridafestival.it/, ibridastaff@gmail.com.
La mostra è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura e dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Forlì, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi. Ha il supporto di BCC ravennate, forlivese e imolese e di Romagna Iniziative.
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