Didattica in carcere si svolge tutta in presenza

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Corsi di italiano, scuola secondaria di primo grado e istruzione di secondo livello. L’assessora Baracchi ha risposto a un’interrogazione di Federica Venturelli (Pd)

MODENA – “Nella casa circondariale S. Anna la didattica si svolge attualmente tutta in presenza: sia i corsi di italiano per stranieri e di scuola secondaria di primo grado che dipendono dal Cpia, sia i percorsi di istruzione di secondo livello che dipendono dall’Ipsia Corni”.

Lo ha spiegato l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi rispondendo nel consiglio comunale di giovedì 14 gennaio a un’interrogazione di Federica Venturelli del Pd.

L’istanza chiedeva in particolare “se sono state riscontrate criticità nel reperimento dei dispositivi elettronici e nel garantire la didattica a distanza durante la prima emergenza da Covid-19; in che modo sarà garantita la continuità della didattica agli studenti ristretti, per i quali la scuola rappresenta da sempre un’opportunità importante di crescita e di riprogettazione della propria vita; quante sono le persone che seguono attività scolastiche e di formazione professionale”.

L’assessora ha premesso che negli istituti penitenziari per adulti le attività scolastiche sono curate dal Ministero dell’Istruzione e negli ultimi anni gli interventi normativi sono stati volti “a creare un sistema integrato in grado di accompagnare lo sviluppo della persona nell’arco della vita, garantendo il diritto all’apprendimento ed il pieno esercizio del diritto di cittadinanza soprattutto delle fasce deboli”. Baracchi ha quindi spiegato che nella casa circondariale Sant’Anna si svolgono corsi di Italiano L2 e di scuola secondaria di primo grado che dipendono dal Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Modena, “gli insegnanti sono personale di ruolo e con esperienza, a garanzia della continuità delle attività e dei rapporti con una realtà problematica e in continuo mutamento”. Per i corsi di italiano ci sono due docenti di Italiano L2 assegnati alla sede di Sant’Anna (uno alla Casa di Lavoro di Castelfranco), mentre per la scuola secondaria di primo grado ci sono due cattedre di lettere, una di matematica, una di inglese e una di tecnologia.

Nel secondo quadrimestre saranno avviati anche i progetti di formazione al lavoro che non si sono potuti fare lo scorso anno, proposti dal Cpia e accolti favorevolmente dalla direzione del carcere: un corso di barberia per i detenuti e di manicure per le detenute. Il Cpia ha anche acquisito pc portatili che saranno, utilizzati dai docenti per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro degli studenti a fine pena.

“Nonostante la rivolta di marzo in pieno lockdown, l’attività didattica è ripresa appena possibile ed è stata fornita la strumentazione digitale necessaria alla didattica a distanza, in carcere gli studenti non fruiscono però di connessione internet autonomamente e le lezioni venivano fatte via Skype alla presenza delle guardie carcerarie”, ha aggiunto l’assessora.

Anche per quanto riguarda i percorsi di istruzione di secondo livello, afferenti all’Ipsia Corni, frequentati da 25 studenti, la didattica presso la Casa circondariale si svolge in presenza poiché il curricolo prevede attività prevalentemente laboratoriali e per i particolari bisogni degli utenti. Al momento scarseggiano invece gli spazi dedicati alla scuola, poiché si è in attesa dell’apertura del padiglione ristrutturato, per cui non si possono svolgere le lezioni pomeridiane dalle 13 alle 16. D’altra parte, l’eventuale didattica a distanza non dovrebbe fare i conti con mancanza di strumentazione – l’Istituto ha acquistato notebook e la struttura penitenziaria ha attrezzato le aule con lavagne multimediali interattive – quanto piuttosto con la disponibilità di agenti di polizia penitenziaria in ausilio alle attività per garantire la sicurezza delle abilitazioni all’accesso a internet.

La consigliera Venturelli si è infine dichiarata soddisfatta della risposta.