Dichiarazione del Sindaco di Misano su Covid, contagi e discoteche

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MISANO ADRIATICO (RN) – Dichiarazione di Fabrizio Piccioni, sindaco di Misano Adriatico:

“Leggo sui media che la frequente associazione fra contagio da Covid-19 e una serata in discoteca, in particolare sul nostro territorio. Ritengo sia un incomprensibile e semplicistico modo di rappresentare quel che invece è, ne sono convinto, principalmente una poco attenta condotta delle singole persone.

Non esistono luoghi infettati e che contagiano i clienti con questa potenza. Lo dico perché noi conosciamo bene la qualità degli imprenditori che gestiscono luoghi di ritrovo dei giovani, siano esse discoteche o altri pubblici esercizi. Sappiamo, anche perché li controlliamo sistematicamente, che in linea generale sono molto attenti e rigorosi nell’osservare le norme. E quando commettono errori, pagano con la sospensione del locale. Spesso o quasi sempre anche per colpa di chi all’interno non rispetta distanziamenti e l’utilizzo delle mascherine.

Possiamo aprire un dibattito sul fatto che autorizzare il ballo abbia significato assumere dei rischi, perché imporre la distanza è ovviamente impossibile o quasi.

Però non possiamo dimenticare che il contrasto al contagio passa fondamentalmente per una responsabilità personale, ed è quella che dai momenti più difficili ci ha consentito di ripartire. Dobbiamo assumere comportamenti equilibrati, è evidente che il Covid-19 circola ancora e quindi serve avere comportamenti conseguenti. Ognuno di noi sa bene cosa deve fare e cosa invece diventa pericoloso per sé e per gli altri. Anche nei luoghi di aggregazione giovanile. Assumiamoci tutti un ruolo educativo, impariamo a dialogare meglio coi giovani per far capire loro che stanno giocando sulla loro salute e quella di chi è loro vicino.

Invito i media a considerare con maggiore attenzione questi aspetti quando incontrano messaggi di questo tipo, perché si eviti – in assenza di un preciso riferimento ad una fonte di ambito sanitario che lo certifichi – di associare genericamente luoghi, quindi imprese e lavoratori ad un luogo fonte di contagio.”