Ferrara

“Dentro il fuoco”: in mostra in Municipio “Le ultime guerre raccontate dai giornalisti del Premio Grilz”

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Dal 23 ottobre all’11 novembre 2026 nella sala dell’Albo Pretorio della residenza municipale di Ferrara

FERRARA – L’esposizione multimediale “Dentro il fuoco” che illustra “Le ultime guerre raccontate dai giornalisti del Premio Grilz” è stata inaugurata oggi, venerdì 23 ottobre 2026, nella sala dell’Albo Pretorio del palazzo municipale di Ferrara. All’incontro illustrativo, davanti a una rappresentanza di studenti dell’Istituto Einaudi (classi 4B e 5C), sono intervenuti il vicesindaco del Comune di Ferrara Alessandro Balboni; il giornalista inviato di guerra Fausto Biloslavo; il giovane fotografo documentarista insignito del premio giornalistico Grilz, Giorgio Dirindin.

L’incontro è stato seguito dalla presentazione ai giornalisti della mostra che riunisce il lavoro di giornalisti e fotoreporter impegnati nel racconto dei conflitti internazionali e delle trasformazioni geopolitiche contemporanee. L’esposizione sarà visitabile in Palazzo Municipale fino all’11 novembre 2026 con ingresso libero dal lunedì al venerdì, ore 9:00-18:00.

“Raccontare i conflitti è importante – ha sottolineato il vicesindaco del Comune di Ferrara, Alessandro Balboni – specialmente oggi e specialmente ai più giovani. E ancora più importante è farlo in modo diretto. La mostra che inauguriamo oggi dal titolo ‘Dentro il Fuoco’ vuole proprio fare questo: mostrare  la crudezza della vita in trincea e dare spazio e voce ai giornalisti inviati di guerra che l’hanno raccontata e ancora la raccontano. La mostra ‘Dentro il fuoco’ è promossa dal Comune di Ferrara insieme al Premio giornalistico Almerigo Grilz. La data di apertura di questo 23 ottobre coincide con la ricorrenza del giorno della Rivoluzione di Budapest del 1956 e prevede una lezione speciale sul giornalismo e sul reportage di guerra condotta da Fausto Biloslavo, a favore degli studenti delle scuole superiori del territorio.
Grazie a questa inaugurazione abbiamo la possibilità di ascoltare un professionista, il giornalista Fausto Biloslavo, che ha alle spalle una lunga esperienza da inviato. L’iniziativa serve infatti anche a mettere in risalto il lavoro dei nuovi giornalisti che, spesso rischiando la vita, continuano a fare luce sugli orrori dei teatri di guerra contemporanei”.

“‘Dentro il Fuoco’ – conclude Balboni – usa le immagini per raccontare il valore del giornalismo sul campo e vuole rende giustizia alla memoria di Almerigo Grilz, al quale è intitolato il premio, il primo reporter italiano morto al fronte dopo la seconda guerra mondiale. Un esempio di passione per il giornalismo che sicuramente ha ispirato tante generazioni di reporter di guerra”.

“Il giornalismo sul campo, autentico e genuino – ha spiegato Fausto Biloslavo, giornalista inviato di guerra e tra i fondatori del premio – è sempre più raro e pericoloso. La scritta Press sul giubbotto anti proiettile è un bersaglio. Chi imbraccia le armi si spaccia per giornalista, gli influencer e i blogger vengono preferiti agli inviati che raccontano senza paraocchi le guerre per creare una narrativa ad hoc che fa comodo alla parte in lotta di turno. L’intelligenza artificiale viene utilizzata come strumento negativo di produzione delle deep fake news sempre più reali.
Per questo ringrazio il Comune di Ferrara per la mostra del premio Grilz. Almerigo, il primo giornalista italiano caduto in prima linea dopo il secondo conflitto mondiale, è un esempio di reporter vero non da scrivania o da stanza d’albergo. I vincitori del premio, che espongono le loro foto, hanno raccolto questo testimone dimostrando che ci sarà sempre bisogno del racconto in presa diretta dei conflitti, lato oscuro dell’umanità”.

L’esposizione, allestita nella Sala dell’Albo Pretorio del Comune di Ferrara e visitabile ad ingresso gratuito dal 23 ottobre all’11 novembre 2026, conduce i visitatori in un viaggio visivo e umano attraverso i principali scenari di crisi contemporanei, dalla Nigeria alla Groenlandia, dalla Tunisia a Taiwan.

L’evento gode del patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero della Cultura e dell’Ordine dei Giornalisti, ed è realizzato con il contributo della Regione Lombardia e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 18:00, con alcune aperture straordinarie nel fine settimana.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori – L’esposizione riunisce il lavoro di giornalisti e fotoreporter impegnati nel racconto dei conflitti internazionali e delle trasformazioni geopolitiche contemporanee. Attraverso le immagini di Fausto Biloslavo, Gabriele Micalizzi, membri della Giuria del Premio e di Alfredo Bosco, Michela Iaccarino, Samar Zaoui, Vincenzo Circosta, Francesco Maviglia, Sergio Attanasio e Giorgio Dirindin vincitori delle passete edizioni, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che attraversa Sud Sudan, Tunisia, Kurdistan, Siria, Iraq, Libano,Nigeria, Ucraina, Groenlandia e Taiwan. Luoghi distanti, ma legati da tensioni, crisi e cambiamenti che contribuiscono a ridisegnare gli equilibri internazionali. La mostra invita a osservarli attraverso lo sguardo di chi li ha raggiunti per documentare gli eventi direttamente sul campo, restituendo spazio non soltanto agli avvenimenti, ma anche alle persone che li vivono.

Raccontare la guerra significa infatti andare oltre la cronaca. Vuol dire documentare i territori, i volti e la quotidianità di chi si trova a fare i conti con la violenza, l’instabilità e le conseguenze delle crisi. Le fotografie diventano così testimonianze capaci di avvicinare il pubblico a realtà spesso lontane, trasformando le notizie in esperienze visive e umane.

La mostra è organizzata dal Premio giornalistico Almerigo Grilz, nato per ricordare il reporter triestino e valorizzare il lavoro di chi racconta guerre, emergenze e aree di crisi internazionali. L’iniziativa si inserisce nel percorso del Premio dedicato alla promozione del giornalismo sul campo, una professione che richiede preparazione, determinazione e disponibilità a raggiungere luoghi nei quali documentare la realtà può comportare rischi personali.

Tra i protagonisti dell’esposizione c’è Fausto Biloslavo, inviato di guerra triestino con una lunga esperienza sui principali teatri di conflitto. Nel corso della sua carriera ha raccontato guerre e crisi dall’Afghanistan ai Balcani, dall’Africa al Medio Oriente. Nel 1987 fu catturato in Afghanistan e rimase detenuto per sette mesi a Kabul. Il suo lavoro rappresenta una testimonianza diretta di decenni di trasformazioni e conflitti internazionali.

Gabriele Micalizzi, tra i più noti fotoreporter italiani contemporanei, ha fondato nel 2008 il collettivo Cesura e documentato numerosi scenari di guerra. Nel 2019 è rimasto gravemente ferito a Baghuz, in Siria, mentre seguiva il conflitto contro l’Isis. La sua fotografia si distingue per la vicinanza agli eventi e per la capacità di restituire l’intensità dei contesti in cui opera.

Alfredo Bosco, fotografo freelance specializzato nelle crisi geopolitiche e sociali, ha lavorato in diversi Paesi, tra cui Haiti, Messico e Ucraina, documentando le conseguenze dei conflitti e le loro ripercussioni sulle comunità. Il suo lavoro unisce l’attenzione per gli equilibri internazionali a uno sguardo sulle storie individuali.

Michela Iaccarino, giornalista e fotografa, porta in mostra immagini realizzate in Sud Sudan, Iraq e Ucraina. I suoi reportage si concentrano sulle persone e sulle comunità coinvolte nelle crisi, offrendo una prospettiva attenta alle esperienze quotidiane di chi vive in territori segnati dall’instabilità.

Samar Zaoui contribuisce al percorso con fotografie dedicate alla Tunisia. Attraverso la fotografia
documentaria racconta persone, territori e trasformazioni sociali, ampliando lo sguardo dell’esposizione oltre il fronte militare e mettendo in luce le tensioni che attraversano le società contemporanee.

Vincenzo Circosta, fotografo di guerra, ha documentato diversi scenari internazionali, tra cui Ucraina, Libano, Iraq, Kurdistan, Palestina e Israele. Le sue immagini, dedicate anche alle conseguenze umane della violenza, testimoniano le condizioni di chi si trova a vivere in prima persona gli effetti dei conflitti.

Sergio Attanasio è un fotografo documentarista. Dopo gli studi in Scienze politiche e Relazioni
internazionali, ha collaborato con il collettivo Cesura, per poi entrare in Divergence Images. Ha documentato crisi e conflitti in Siria, Libano, Moldova e Colombia. I suoi lavori sono stati pubblicati da testate come El País, Al Jazeera e L’Espresso.

Francesco Maviglia è un videomaker e videoreporter italiano specializzato in politica e cronaca. Formatosi all’Università degli Studi di Pavia e all’Accademia di cinema di Milano, ha seguito da vicino eventi di attualità e scenari internazionali. Nel 2022 ha documentato la guerra in Ucraina, raccontando il conflitto e le conseguenze sulla popolazione civile.

Giorgio Dirindin è un fotografo documentarista italiano. Dopo aver documentato lo scoppio della guerra russo-ucraina nel Donbas nel 2022, ha avviato un progetto a lungo termine sulla Russia, in cui indaga le profonde trasformazioni sociali, culturali e politiche in atto nel Paese. È membro del collettivo Cesura dal 2025.

I singoli percorsi professionali compongono una geografia delle crisi contemporanee, nella quale la guerra non è soltanto una questione di strategie e confini, ma una realtà fatta di vite quotidiane, paure, speranze e resistenza. Dall’Africa al Medio Oriente, dall’Europa orientale fino alle aree strategiche dell’Asia e dell’Artico,
Dentro il fuoco offre al pubblico l’occasione di osservare le trasformazioni del presente attraverso gli occhi di chi le documenta.

La mostra è quindi anche una riflessione sul valore del giornalismo sul campo: un lavoro che permette di testimoniare ciò che accade, contrastare la distanza tra gli eventi e l’opinione pubblica e conservare la memoria di crisi destinate a segnare la storia.

Orari ordinari

Dal lunedì al venerdì: 9:00-18:00

Aperture straordinarie (con accesso da piazza Savonarola)

Sabato 24 ottobre, sabato 7 novembre e domenica 8 novembre: 9:00-13:00

Ingresso gratuito

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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