Dehors, un nuovo iter per la concessione

ParmaUn protocollo d’intesa tra Comune e Soprintendenza per regolamentare e migliorare l’occupazione temporanea di suolo pubblico con dehors in centro storico

PARMA –  Un nuovo iter per il rilascio della concessione per i dehors: la definizione del protocollo d’intesa fra Comune di Parma e strutture territoriali del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (preventivamente sottoposto all’attenzione delle associazioni imprenditoriali del commercio) punta a coniugare la necessaria tutela dell’ambiente urbano e dei beni architettonici e storici con la volontà di concorrere a garantire lo sviluppo del tessuto economico cittadino nonché la presenza di forme di presidio del territorio.

Tutto questo assicurando un efficace coordinamento operativo fra Pubbliche Amministrazioni locali e statali.

“L’obiettivo di questo protocollo – ha sottolineato l’assessore alle Attività produttive, Commercio, Turismo e Sicurezza Cristiano Casa – è efficientare e migliorare la procedura, sia a vantaggio degli utenti che dei tecnici, nell’ottica di tutelare l’ambiente urbano e i beni architettonici con un’azione positiva per le attività commerciali che si rifletta favorevolmente anche sull’aspetto turistico e della sicurezza della nostra città”.

“Si tratta di un risultato importante – ha detto Marina Ferrari, Soprintendenza Parma – che perseguiamo da molto tempo per regolamentare la situazione dei dehors nel nostro centro storico. Siamo soddisfatti di aver raggiunto questo obiettivo grazie alla intensa collaborazione con il Comune”.

Promozione del territorio e delle sue attività, tutela dei beni artistici cittadini e incremento della sicurezza e del turismo attraverso una pratica amministrativa più fluida e semplice: i responsabili di procedimento COSAP Andrea Chiesa e Stefania Spotti hanno spiegato nel dettaglio come cambia la procedura grazie al Protocollo.

L’utente-gestore del pubblico esercizio presenterà direttamente al Comune la domanda di concessione tramite posta elettronica certificata o piattaforma SUAPER, e, in base alla zona nella quale sarà collocato il dehors, l’ufficio procederà ad acquisire direttamente dalla Soprintendenza l’autorizzazione se e quando necessaria.

Al contrario, fino ad oggi l’utente-gestore di un pubblico esercizio, in presenza di vincoli di tutela ambientale e monumentale, si doveva dapprima rivolgere alla Soprintendenza per acquisire l’autorizzazione prevista dal Codice dei Beni Culturali e solo in un momento successivo poteva presentare la domanda di concessione di occupazione temporanea di suolo pubblico per il dehors al Comune di Parma, che procedeva con il proprio iter.

Il territorio del centro storico è stato suddiviso in zone e in ognuna di queste esiste una diversa modalità di gestione dei dehors.

Nelle zone più pregiate la domanda di concessione potrà ora essere sottoposta alla valutazione della Commissione per la verifica di ammissibilità delle proposte di intervento che valuterà i singoli progetti, nel caso non rientrino nelle modalità indicate nel protocollo o nel caso vengano richiesti in zone vietate o per periodi diversi da quelli indicati dallo stesso.

Fino ad oggi non esisteva una disciplina che consentisse all’utente di sapere preventivamente cosa fare in una specifica zona (al di là di uniformarsi alla disciplina vigente per quanto riguarda colori e materiali) e questo allungava notevolmente i tempi di rilascio della concessione, visto che gli uffici si trovavano costretti ad interrompere i termini del procedimento per farli decorrere di nuovo in un momento successivo alla presentazione della domanda per l’acquisizione dell’autorizzazione della Soprintendenza.

Da oggi sarà anche possibile derogare anche al Piano di Zona di via Farini (in vigore dal 2010) previa valutazione favorevole del progetto da parte della suddetta commissione.

Se nel momento iniziale anche le pratiche di rinnovo potranno richiedere periodi più lunghi per effetto dell’adeguamento al protocollo, negli anni successivi il tutto non dovrà essere ripetuto in quanto, se non interverranno modifiche negli elementi di arredo e nella loro disposizione rispetto a quanto già autorizzato, la prima autorizzazione rilasciata dalla soprintendenza in attuazione del protocollo d’intesa manterrà la sua validità.
Solo in alcune aree specifiche ogni anno dovrà essere rinnovata l’autorizzazione della soprintendenza.

Le occupazioni effettuate con tipologie di arredo “leggere” (tavoli, sedie, ombrelloni, pedane ecc.) devono adeguarsi subito al protocollo, mentre quelle più rilevanti già in essere (realizzate con strutture a padiglione temporaneo con possibilità di chiusura stagionale o strutture a doppia falda o falda multipla) avranno tempo sino a fine 2020 per adeguarsi alle disposizioni contenute nel protocollo.