Lo spazio dei diritti. Tre giorni a Grisù per capire cosa resta della libertà quando lo spazio intorno si restringe
FERRARA – Tra il 2 e il 4 ottobre, a Grisù continuiamo a interrogarci sullo spazio. Uno spazio che diventa il luogo in cui condensare la propria ribellione e custodire il proprio germe di libertà, come racconta lo spettacolo Pietre. Uno spazio che si fa cellula di sicurezza nei contesti di guerra e di emergenza, come nel lavoro del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e di Emergency. Uno spazio che può somigliare a quello intimo delle mura domestiche, e che pure racchiude una posta in gioco altissima — quella della libertà di ciascuno — come racconta Microclima.
Lo facciamo mentre per Grisù mancano circa centocinquanta giorni alla scadenza di una convenzione che regola, questa volta fuor di metafora, la concessione di uno spazio che abbiamo reso aperto e pubblico.
Tre appuntamenti, dal 2 al 4 ottobre: un incontro e una mostra sull’architettura nei contesti di emergenza, e due spettacoli in Sala Macchine — Pietre di Chiara Tarabotti, il 2 e il 3 ottobre alle 21.00, e Microclima, in prima ferrarese il 4 ottobre alle 19.00.
2 ottobre, ore 16.00 — Architetture d’emergenza, con l’Università di Ferrara ed Emergency
Il 2 ottobre, dalle 16.00, Factory Grisù ospita un incontro dedicato al progetto di architettura nei contesti di emergenza, nato dalla collaborazione tra il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara ed Emergency. Durante l’anno accademico 2025-2026, gli studenti dei Laboratori di Costruzione dell’Architettura 2 — con Emanuele Piaia, Silvia Brunoro e Valentina Frighi — hanno progettato piccoli presidi sanitari capaci di garantire assistenza, accoglienza e dignità in condizioni di emergenza umanitaria: centri per l’assistenza sanitaria di base, strutture pediatriche e per la maternità, cliniche mobili, pensati per essere modulari, trasportabili, rapidi da costruire e adattabili a contesti geografici e sociali differenti. Ne discutono, da prospettive diverse — il rapporto con la persona in emergenza, l’attività di service, il ruolo del progetto di architettura — docenti, professionisti e rappresentanti di Emergency.
Alle 17.45 apre la mostra dei lavori degli studenti, visitabile a Factory Grisù dal 2 al 4 ottobre: un’occasione per vedere come la didattica universitaria si misura con problemi reali.
2-3 ottobre, ore 21.00 — Pietre, di Chiara Tarabotti
Pietre racconta l’ultima giornata di vita di Juliano Mer-Khamis, il 4 aprile 2011: cofondatore, insieme a Zakaria Zubeidi, del Freedom Theatre nel campo profughi di Jenin, in Palestina, ha fatto del teatro uno strumento di resistenza culturale e politica. Figlio dell’attivista israeliana Arna Mer e del dirigente comunista palestinese Saliba Khamis, portava dentro di sé identità che la storia del conflitto vorrebbe tenere separate. Chiara Tarabotti ha sviluppato il progetto dopo un viaggio a Jenin nel 2013: in scena, l’attore Gian Maria Martini intreccia il racconto di Mer-Khamis con i passaggi centrali della storia palestinese contemporanea, dalla seconda Intifada all’assedio di Jenin, fino all’assassinio del regista.
Lo spettacolo è stato ospitato in residenza artistica a Grisù prima di debuttare, con il tutto esaurito, il 15 maggio 2026 al Centro Teatrale Universitario di Ferrara. Il 2 e il 3 ottobre torna a Grisù.
4 ottobre, ore 19.00 — Microclima
Microclima è uno spettacolo teatrale che parla di democrazia senza fare comizi, di politica senza schierarsi, di partecipazione civile senza predicare. Scritto da Alessia Cristofanilli e diretto da Santa Spena, con Federico Gatti, Sylvia Milton e Francesco Morelli, ha debuttato a settembre 2025 al Teatro Vascello di Roma. Segue due genitori e i loro figli, e le domande che crescono insieme a loro: è nella dimensione domestica, spesso in silenzio, che si sedimentano le grandi trasformazioni politiche del nostro tempo — la crisi della democrazia, la normalizzazione delle destre, l’indebolimento della partecipazione civile.
“In un tempo in cui la politica rischia di ridursi a slogan, abbiamo bisogno di strumenti che aiutino a pensare”, dice Luca Argenta, politologo e consulente del progetto. “Microclima non dà risposte, ma solleva domande. Non spiega, ma fa riflettere”.
La lettura scenica dura un’ora ed è pensata per viaggiare in spazi non convenzionali — biblioteche, festival, associazioni culturali, musei, centri universitari — con gli attori che interpretano estratti dell’opera interagendo con il pubblico. La tappa ferrarese si chiude con un talk a cui partecipano, per Factory Grisù, Michele Nani (ricercatore in storia contemporanea per il Cnr), Alessio Papa (Factory Grisù) e lo stesso Luca Argenta (Senior Policy Officer della Fondazione Friedrich Ebert).
“Microclima” è un progetto prodotto e promosso dalla sede italiana della Fondazione Friedrich Ebert, in collaborazione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello. Produzione esecutiva: Chiara Crupi, Associazione Artinconnessione Nuova. Media partner: Scomodo – La Redazione.
Info pratiche
Architetture d’emergenza, incontro con Università di Ferrara ed Emergency — 2 ottobre, ore 16.00, Factory Grisù Mostra dei progetti — 2-4 ottobre, Factory Grisù Pietre, di Chiara Tarabotti — 2 e 3 ottobre, ore 21.00, Sala Macchine Microclima, lettura scenica di Alessia Cristofanilli, regia di Santa Spena — 4 ottobre, ore 19.00, Sala Macchine
Factory Grisù, via Mario Poledrelli 21, Ferrara Info e prenotazioni: info@factorygrisu.it








