Dai 347,2 milioni del Pnnr una doppia sfida per gli enti locali reggiani

0
Nella foto il presidente Zanni con la task-force regionale Pnrr (alla sua sinistra il coordinatore Dario Deveronico)

REGGIO EMILIA – Ammontano a ben 347,21 milioni di euro i contributi Pnrr attratti ad ora su tutto il territorio provinciale, interessando tutti i 42 comuni con almeno un progetto. Nel dettaglio, la Missione 2 / Rivoluzione verde e transizione ecologica è quella con il maggior numero di finanziamenti: 128,65 milioni destinati a nuove scuole, efficienza energetica, infrastrutture idriche e riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Altri 59,9 milioni arrivano grazie alla Missione 5 / Coesione e inclusione (in particolare rigenerazione urbana e qualità dell’abitare), 55,49 mln con la M6 Salute (ammodernamento ospedaliero e servizi di prossimità), 50,46 mln con la M4 Istruzione e ricerca (soprattutto per la messa in sicurezza delle scuole), 44,83 mln con la M3 Infrastrutture per una mobilità sostenibile (a partire dal potenziamento delle linee ferroviarie). Con la Missione 1 / Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo si aggiungeranno infine altri 7,88 milioni, che saranno utilizzati per l’efficientamento di musei, teatri e cinema e l’attrattività dei borghi.

Per quanto riguarda, invece, la titolarità dei progetti, i 42 Comuni gestiranno 141,45 milioni (più 8,76 mln attraverso le Unioni), l’Asl e gli enti del servizio sanitario 55,49 milioni, gli enti gestori delle reti di trasporto 47,52 mln, la Provincia 30,71 ml: sotto i 15 milioni gli enti gestori del patrimonio immobiliare pubblico, le autorità portuali e di bacino, associazioni e consorzi pubblici, Università ed enti di istruzione (7,37 mln), i Consorzi di bonifica (6,19) e il Terzo settore.

“Numeri che confermano la mole davvero importante non solo di investimenti che dovranno ridisegnare in meglio il nostro territorio, ma anche di lavoro che sta già da tempo impegnando i nostri enti locali, di concerto con professionisti, aziende e imprese, così come organizzazioni sindacali e terzo settore”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni. “Per la pubblica amministrazione la sfida lanciata dal Pnrr è, infatti, duplice: non solo dobbiamo investire al meglio i finanziamenti, ma dobbiamo anche farlo in tempi celeri ed efficienti, cercando di far viaggiare alla massima velocità la nostra macchina amministrativa, migliorando processi e procedure ed anche riducendo l’impatto della burocrazia sugli stessi enti locali, su cittadini e imprese – aggiunge il presidente Zanni – Questo è l’ulteriore, importante obbiettivo che insieme stiamo cercando di raggiungere”.

Al proposito, uno dei compiti della task-force Pnrr assegnata dalla Regione alla Provincia di Reggio Emilia attraverso il Progetto Mille esperti era proprio quello di analizzare la durata media della risposta degli enti locali e gli arretrati a 15 procedure autorizzative (13 quelle utilizzate nella nostra provincia) legate al mondo dei lavori pubblici, dell’edilizia, delle energie rinnovabili e dell’ambiente (ad esempio permesso di costruire, Scia, Cila, Pua, Vas, accesso agli atti…) e metterla in relazione con la media regionale e i termini previsti dalla legge.

“I risultati ottenuti da parte di Provincia, Unioni e Comuni reggiani sono molto incoraggianti rispetto agli ambiziosi target di miglioramento progressivo delle performance della macchina amministrativa, che punta entro il 2025 a una riduzione del 30% della durata media di tali processi e ad un tendenziale azzeramento dell’arretrato”, conferma il coordinatore della task-force regionale Dario Deveronico.

“La rilevazione della task force promuove l’attività amministrativa degli enti locali reggiani che in 8 procedure su 13 danno risposta a cittadini e imprese della nostra provincia in tempi celeri e con un numero di arretrati di molto inferiori alla media regionale. Un risultato frutto di una buona capacità amministrativa che, grazie anche al lavoro di squadra che ha coinvolto tutte le istituzioni, i sindacati e il terzo settore, è stata in grado di intercettare quasi 350 milioni dal Pnrr e sta anche dimostrando di essere in grado di far ‘camminare’ speditamente i progetti, senza intoppi burocratici”, commenta il presidente Giorgio Zanni.

Ma l’obiettivo è provare a fare ancora meglio, semplificando ulteriormente ed ottimizzando l’apporto di enti terzi nelle procedure. “Le linee guida su cui continueremo a lavorare nei prossimi mesi passeranno necessariamente attraverso il tema dominante del Pnrr che è la transizione digitale, intesa non solo come dotazione tecnologica di hardware e software, ma come un insieme ottimizzato di tecnologie, organizzazione, competenze e risorse degli enti locali – conclude Dario Deveronico – Verranno anche utilizzati ed implementati strumenti gestionali e strategici avanzati mutuati dal settore business/aziendale, quali ad esempio diagrammi denominati Canvas, la cui funzione sarà quella di identificare al meglio i punti su cui attuare il miglioramento delle performance, in ottica di aumento della qualità del servizio ai cittadini ed alle imprese del territorio”.