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Da Bologna a Montefiore Conca: il percorso emiliano-romagnolo di Francesco Cusa, premiato per “2056”

Ritratto e libro tra le colline romagnole

Il batterista e scrittore riceverà il Premio speciale Logos Cultura il 17 ottobre. Nel suo percorso la laurea al DAMS e la fondazione di Bassesfere

EMILIA-ROMAGNA — Bologna è la città nella quale si trasferisce nel 1989, studia al DAMS e partecipa alla fondazione di Bassesfere. Montefiore Conca è il luogo del nuovo riconoscimento letterario. Francesco Cusa, batterista, compositore e scrittore nato a Catania, ha ottenuto con il romanzo “2056” il Premio speciale Logos Cultura nell’ambito della XVI edizione del Premio Letterario Internazionale Montefiore.

La cerimonia si svolgerà sabato 17 ottobre 2026, alle ore 15.00, al Teatro Malatesta di Montefiore Conca, in provincia di Rimini. Il concorso è promosso dall’Associazione Culturale Pegasus Cattolica, presieduta da Roberto Sarra.

Il rapporto di Cusa con la regione attraversa esperienze diverse. Alla formazione universitaria, conclusa con la laurea nel 1994, si affianca il lavoro musicale condiviso nell’ambiente bolognese. Seguono concerti in Europa, America, Asia e Africa e collaborazioni con protagonisti del jazz come Steve Lacy, Tim Berne e Kenny Wheeler.

La scrittura occupa uno spazio continuativo in questo percorso. “2056”, pubblicato da Ensemble nel 2025 e riproposto da AureaNox nel 2026, immagina il trasferimento dell’umanità nel Big Network. Samuel Vitruvio rimane escluso dal passaggio collettivo e si trova a cercare un senso alla propria esistenza in una realtà divenuta estranea.

Il romanzo affronta la possibilità di conservare un’identità individuale quando cambiano le condizioni della memoria e delle relazioni. La vicenda del protagonista rende concreta una questione centrale della narrativa distopica: il rapporto fra le scelte collettive e la vita di chi ne subisce le conseguenze.

Cofondatore di Improvvisatore Involontario, Cusa insegna oggi Batteria Jazz al Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania. Tra i suoi libri figurano “Novelle crudeli”, “Racconti molesti”, “Vic” e “Rime sboccate. Sonetti licenziosi”, illustrato da Claudia Scavone, direttrice della collana “Il Cusaverso” di AureaNox.

Il riconoscimento romagnolo permette di rileggere questo itinerario anche dalla sua tappa bolognese, dove studio e pratica musicale hanno contribuito a formare l’autore.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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