BOLOGNA – La lunga estate bolognese, che fino al 27 settembre porta eventi, concerti, spettacoli e musica nel capoluogo e in tutta l’area metropolitana, è ricca di appuntamenti all’insegna della tradizione.
Se tante sono le iniziative consolidate nel tempo fino a diventare un “must” atteso e straordinariamente partecipato come la tradizionale serata Filuzzi in Piazza che da anni porta migliaia di bolognesi, e non, a ballare sul Crescentone di piazza Maggiore la sera del 14 agosto, non mancano nella programmazione estiva progetti nuovi e originali.
È in arrivo infatti una grande novità: Bulåggna Sound – La nuova sfida della canzone dialettale, il progetto dedicato alla canzone e alla cultura dialettale bolognese, promosso dal Comune e dalla Città metropolitana di Bologna per valorizzare il dialetto come lingua viva e strumento di creatività contemporanea. Si tratta di un tour itinerante che attraverserà le piazze di sei Comuni dell’area metropolitana, dove artisti e gruppi musicali si sfideranno reinterpretando la tradizione con nuove canzoni in dialetto, fino a culminare nella grande finale del 14 agosto, nel prestigioso scenario di Piazza Maggiore.
Prima tappa, venerdì 5 giugno alle 21.15, con la serata inaugurale in Piazza della Pace a Bologna, nell’ambito del Bologna Portici Festival, in una serata condotta da Marco Piazza e Silvia Parma che, oltre ai primi quattro concorrenti della sfida, vedrà salire sul palco due ospiti d’eccezione: Andrea Mingardi (accompagnato dal Maestro Maurizio Tirelli ed Emanuela Cortesi) e Fausto Carpani, vincitore di due storiche edizioni del Festival della canzone dialettale bolognese, ideate da Aldo Jani. È infatti dal 1989 che il territorio bolognese non ospita più una manifestazione interamente dedicata alla canzone dialettale, tradizione illustre nata con Carlo Musi e fiorita grazie a Quinto Ferrari e ai grandi maestri che ne hanno seguito le orme. Con l’avvio di Bulåggna Sound l’obiettivo di Comune e Città metropolitana è onorare una bellissima tradizione per rilanciare la potenza espressiva del dialetto bolognese attraverso la musica, intrecciando radici popolari e nuove generazioni.
Sempre nell’ambito del Bologna Portici Festival, Piazza della Pace si trasforma in pista da ballo con gli appuntamenti ideati dal Movimento per la valorizzazione della Filuzzi.
Con Impariamo la Filuzzi, in programma il 6 e 7 giugno alle 19.30 due laboratori gratuiti e aperti a tutti per imparare a muovere i primi passi di Filuzzi, a cura di Carlo Pelagalli e offerti dalle scuole di danza di Bologna. Un’occasione perfetta per chiunque voglia scoprire la bellezza di questo ballo, sabato 6 giugno in compagnia dei maestri della Scuola Gabusi (Davide Gabusi e Claudia Tavalazzi, Fabio Gabusi e Livia Dotti), Ballo e Allegria (Italo Calzolari e Tiziana Perego) e Impariamo a Ballare diretta da Simone Canè (Alex Ronchi e Morena Massaro), mentre domenica 7 giugno con i maestri di BB Group Ballando Ballando (Giancarlo Stagni) e della Scuola di Ballo Claudio ed Emanuela (Claudio Petrillo e Emanuela Vitali).
Ai laboratori seguono le serate danzanti di Filuzzi in Piazza condotte da Mauro Malaguti con quando sul palco si alterneranno, sabato 6 alle 21.15, il Davide Salvi Filuzzi Quartet e domenica 7, sempre alle 21.15, il Massimo Tagliata Trio.
Due appuntamenti dedicati alla tradizione della Filuzzi per riscoprire un modo di fare musica, ballare e stare insieme. Davide Salvi Filuzzi Quartet è un progetto che nasce nel 2011 con lo scopo di divulgare la musica folkloristica tipica bolognese, legata al ballo alla Filuzzi, interpretando i grandi autori della tradizione bolognese, come Carlo Venturi e Ruggero Passarini. Ospite della serata del 6 giugno, nel segno di una tradizione che sa rinnovarsi, il giovanissimo fisarmonicista Lorenzo Marangoni con Davide Salvi, fisarmonica, Sandro Menetti, chitarra, Paolo Testoni, basso, Filo di Ferro, batteria.
Sul palco del 7 giugno Massimo Tagliata Trio (Massimo Tagliata, fisarmonica; Antonio Stragapede, chitarra e mandolino; Massimo Turone, contrabbasso) in una serata che alterna grandi classici a brani meno noti, garantendo raffinati virtuosismi tutta da ballare, ma soprattutto da ascoltare visto che i tre musicisti hanno all’attivo esperienze di musica classica, pop, jazz fino al mondo della canzone d’autore. Durante lo spettacolo interverranno due ospiti d’eccezione: Stefano Capitani, interprete virtuoso della tradizione filuzziana e Rachele Amore, cantante e polistrumentista, giovanissima promessa del jazz italiano.
La Filuzzi torna anche con Tropical Balera, il progetto negli spazi al Dopolavoro ferroviario gestiti da Locomotiv Club, da sempre laboratorio di sperimentazione culturale, capace di coniugare tradizione e innovazione. Un contenitore di esperienze musicali e culturali, che contribuiscono a definire l’identità artistica e sociale del territorio offrendo un format che intreccia tradizione e contemporaneità attraverso concerti e serate dedicate alla musica ballabile: dalla tradizione emiliana di Filuzzi e Liscio a sonorità provenienti da diverse culture. La valorizzazione del patrimonio locale, in particolare del ballo da balera, in dialogo con linguaggi contemporanei, è una delle proposte più apprezzate di Bologna Estate dove tutti i giovedì sera alle 19.30 un pubblico di tutte le età si trova per vivere pratiche di socialità attiva all’aria aperta fino a settembre, con i maestri Carlo e Mara e i tanti ballerini di Filuzzi presenti.
Le tradizioni e l’anima artigiana di Bologna sono in mostra al Museo Civico Medievale con AEMILIA ARS PER BOLOGNA. L’ARTE E LA CITTÀ: un viaggio tra Liberty, riscatto sociale e la grande tradizione del merletto che inaugura giovedì 4 giugno alle ore 12, in apertura del Bologna Portici Festival.
Curata da Silvia Battistini, Giancarlo Benevolo e Mark Gregory D’Apuzzo, l’esposizione inaugura giovedì 4 giugno alle ore 12.00 e rimane aperta fino al 6 settembre, con ingresso eccezionalmente gratuito nei giorni del Bologna Portici Festival, dal 4 al 7 giugno.
Nata nel 1898, la società Aemilia Ars si pose l’obiettivo rivoluzionario di portare il “miglior senso artistico” negli oggetti di uso quotidiano, recuperando i modelli decorativi medievali e rinascimentali riadattati al gusto moderno del Liberty e dell’Art Déco. Il movimento coinvolse una numerosissima e variegata quantità di artigiani, che furono formati in modo da comprendere l’importanza del loro lavoro qualificato e di un’istruzione per poterlo svolgere.
Il progetto espositivo documenta con particolare attenzione il cambiamento del gusto nella società bolognese e l’articolato lavoro di sviluppo del progetto e di istruzione della manodopera, che coinvolse anche orfani e bambini disagiati assistiti da strutture caritative cittadine. Ebbe grande successo la formazione artistica e artigianale di manodopera femminile nell’ambito del tessile. Attraverso l’insegnamento di tecniche uniche di ricamo e merletto ad ago che resero Bologna famosa nel mondo, Aemilia Ars consentì a centinaia di donne e ragazze di contribuire per prima volta al bilancio familiare.
In mostra sono presentati materiali Aemilia Ars solitamente non esposti (lavori e materiali didattici, manufatti e campioni, disegni, pubblicazioni, merletti, ricami, ferri battuti e vetri), appartenenti alle collezioni permanenti dei Musei Civici d’Arte Antica (Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, Collezioni Comunali d’Arte, Museo del Tessuto e della Tappezzeria “Vittorio Zironi”).
Non c’è Bologna Estate senza burattini: sono tante le rassegne dedicate alla tradizione del teatro di figura di scuola bolognese che dal capoluogo raggiungono anche l’area metropolitana. Dal 25 giugno al 10 settembre, il Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio ospita CUCCOLIANA, la rassegna estiva di Burattini a Bologna che nel 2026 festeggia dieci anni. Dopo aver dedicato la scorsa edizione al maestro Angelo Cuccoli, questa estate si accende nel segno della memoria e della tradizione per celebrare il padre di tutti i burattinai bolognesi: Filippo Cuccoli, a 220 anni dalla sua nascita. Appuntamento ogni giovedì alle 20.30, con spettacoli adatti a un pubblico di ogni età, a partire dai 5 anni fino agli adulti. Ogni replica sarà preceduta da una breve introduzione bilingue (italiano e inglese) per svelare i segreti di quest’arte antica. A partire dal 19 luglio, il cartellone si arricchirà anche con gli appuntamenti domenicali dei BuratTday. Il cuore delle narrazioni di quest’anno è un viaggio alla scoperta delle maschere tradizionali di Sandrone e del dottor Balanzone, storicamente legate a Filippo Cuccoli. Un’attenzione speciale sarà riservata al Centenario di Wolfango: la serata inaugurale del 25 giugno vedrà la partecipazione della figlia e madrina Alighiera Peretti Poggi, mentre il 2 luglio andrà in scena “W Bertoldo!”, dove Roberto Serra (Bertén al profesåur ed bulgnaiṡ) interagirà con il nuovo burattino scolpito da Riccardo Pazzaglia sui disegni originali del maestro. La rassegna unirà il divertimento a momenti di profonda memoria. Tra gli appuntamenti principali spiccano la commedia brillante “Sandrone Re dei Mammalucchi”, dedicata al maestro scomparso Romano Danielli, e l’evento domenicale del 19 luglio “Dialogo tra un pupo siciliano e un burattino bolognese”, un originale omaggio per non dimenticare la strage di Via d’Amelio.
Non solo il centro città, con la bella stagione Fagiolino e Sganapino si spostano anche al Mercato Ritrovato e a Villa Torchi, con tre appuntamenti a ingresso gratuito di Burattini in movimento, per portare le teste di legno in luoghi di socialità condivisa.
Mentre Teatrinindipendenti porta una rassegna di teatro di burattini in Cirenaica e Bolognina, con Leggere Figure il Teatrino a due pollici intreccia teatro di figura, albi illustrati e pratiche laboratoriali all’interno delle biblioteche di quartiere, trasformando la lettura in un’esperienza viva, condivisa e partecipata. Il burattino di tradizione bolognese si apre alla scoperta di varie esperienze teatrali per rallegrare i pomeriggi estivi nelle biblioteche di pubblica lettura del Comune di Bologna con la rassegna teatrale Bambini… Viviamo il teatro in biblioteca, a cura di Teatrino dell’Es di Vittorio Zanella e Rita Pasqualini. Dal 22 giugno al 22 luglio, quattro appuntamenti attraversano la città accogliendo alla Biblioteca Luigi Spina Bella del Teatro Blu di Cadegliano (Varese) il 22 giugno, alla Biblioteca Natalia Ginzburg La rivolta dei fantasmi di Kirby Teatro – La Bottega Teatrale di Fontanetto Po (Vercelli) il 23 giugno, alla Biblioteca Oriano Tassinari Clò Carezza per un gigante della Compagnia La Zattera di Varese il 26 giugno e alla Biblioteca Corticella – Luigi Fabbri, nell’ambito della rassegna Lido 27A, Il mio amico Dino della Compagnia Lagrù di Porto Sant’Elpidio a Mare (Fermo) il 22 luglio. Gli spettacoli tradizionali di burattini del Teatrino dell’Es arrivano anche nell’area metropolitana con eventi per tutta la famiglia alla scoperta dei burattini a marchio De.Co Bologna e con visite guidate speciali al Museo dei Burattini di Budrio a cura del Direttore artistico Vittorio Zanella.
E ancora, nell’area metropolitana, il cartellone estivo si configura come un affascinante viaggio alla riscoperta delle radici e della cultura popolare del bolognese, unendo la valorizzazione delle tradizioni locali in un unico, grande racconto corale. Questa sinergia tra memoria e territorio si esprime chiaramente in rassegne itineranti come “In mezzo scorre il fiume” nell’area imolese, che fonde canti e musiche popolari con la bellezza dei paesaggi fluviali, e nell’atteso festival di Monghidoro organizzato da E bene venga maggio, intitolato “Che non venisse mai giorno! 2026: VOCI/VOLTI”, un’autentica immersione tra suoni, danze e testimonianze all’insegna della bellezza appenninica. La dimensione locale dialoga poi con il mondo grazie al “XXXV° Festival Internazionale del Folclore”, ideato dai Canterini e Danzerini Romagnoli Turibio Baruzzi APS, che riempie le piazze di Imola, Castel San Pietro e Fontanelice con sfilate e spettacoli gratuiti capaci di far incontrare le tradizioni emiliano-romagnole con i gruppi folkloristici di ogni continente. Il legame viscerale con i simboli del territorio si riflette anche in “Banda Larga XL”, progetto del Corpo Bandistico Banda Giovanile Città di Budrio che vede il coinvolgimento cruciale del Gruppo Ocarinistico Budriese (GOB), custode dell’ocarina, storico strumento De.Co. della provincia. Questa eccezionale mappa della cultura popolare si completa infine con la riscoperta della vita rurale e festosa di un tempo: da un lato l’evento “Montorio: il Monte d’Oro musica tradizione e erbe selvatiche in Appennino”, dove l’omonima associazione rispolvera l’energia del ballo liscio montanaro e l’antica arte dei maestri campanari, e dall’altro la celebre “Festa dla Batdura” a Loiano, che rievoca con orgoglio i rituali e i sapori della cultura contadina legati alla storica battitura del grano.
Il programma dettagliato degli eventi e delle rassegne di cultura popolare è consultabile su: bolognaestate.it
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