Rimini

Convegno “L’Acqua in Frutticoltura, una Risorsa in Pericolo?”

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RIMINI – In un contesto globale segnato da crescente pressione sulle risorse naturali e da nuove minacce ambientali, il tema dell’acqua ad uso irriguo si impone come uno dei nodi strategici per il futuro della frutticoltura.

È in questa cornice che la Fondazione FRESH ha promosso, nell’ambito di Macfrut 2026 a Rimini, il convegno internazionale “L’acqua in frutticoltura, una risorsa in pericolo?”, offrendo un’analisi scientifica e operativa di straordinaria attualità.

Ad aprire i lavori, gli interventi istituzionali hanno delineato con chiarezza il perimetro della sfida.

Patrizio Neri – presidente Macfrut e membro della Fondazione, ha sottolineato la necessità di una visione sistemica che integri innovazione tecnologica e sostenibilità, mentre Angelo Benedetti – presidente della Fondazione Fresh e di UNITEC, ha richiamato il ruolo della conoscenza come leva imprescindibile per accompagnare il settore verso modelli in connessione con il mondo delle produzioni agricole e delle imprese.

Di forte spessore strategico anche il contributo del Prof. Paolo De Castro, che ha evidenziato come la gestione dell’acqua rappresenti oggi un fattore competitivo oltre che ambientale, destinato a incidere profondamente sulle politiche agroalimentari europee.

Elemento centrale dell’impianto scientifico dell’iniziativa è stato svolto dal Prof. Luca Corelli Grappadelli, che ha condotto il convegno mettendo a sistema contributi, evidenze e prospettive, orientandoli verso obiettivi chiari: favorire una presa di coscienza diffusa sul valore strategico dell’acqua e costruire una visione condivisa sui prossimi passi della frutticoltura.

Il convegno ha affrontato il tema idrico non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, portando all’attenzione della comunità scientifica e produttiva un aspetto emergente: il rischio legato alla presenza di microplastiche e contaminanti nelle acque irrigue. Tali elementi, attraverso processi di degradazione e interazione chimica, possono generare radicali liberi e composti reattivi con potenziali implicazioni sulla fisiologia delle piante e sulla qualità nutrizionale dei frutti, imponendo nuovi standard per un’agricoltura realmente sostenibile.

La prima sessione, dedicata al rapporto tra irrigazione e qualità produttiva, ha visto gli interventi del Prof. Bartolomeo Dichio, che ha approfondito “Il paradosso dell’irrigazione: distribuzione dinamica dell’acqua per una frutticoltura resiliente”, e del Prof. Claudio Gandolfi, focalizzato su “Irrigazione superficiale di precisione”, delineando approcci agronomici avanzati per migliorare efficienza e resa.

La seconda sessione, incentrata sul riutilizzo delle acque, ha offerto un contributo multidisciplinare: la Prof.ssa Elena Baldi ha illustrato le interazioni tra radici e qualità dell’acqua; Maverik Bezzi – Responsabile Settore Chimico SICURAL, ha affrontato il tema delle analisi delle acque, dagli elementi nutritivi ai contaminanti; mentre il Prof. Giulio Perulli ha evidenziato il valore strategico delle acque depurate, se correttamente gestite, per il futuro della frutticoltura.

La terza sessione ha aperto uno sguardo internazionale e tecnologico, grazie al contributo del Prof. Ian Goodwin (Tatura Smart Farm, AgVic, Australia) – “Soluzioni tecnologiche della rete di distribuzione australiana”: ha presentato le soluzioni avanzate della rete di distribuzione australiana, basate su automazione, sensoristica e gestione intelligente dei dati, delineando modelli evoluti di “AI – Acqua Intelligente”.

Infine, è emerso con particolare rilievo il contributo della gestione infrastrutturale dell’acqua, con riferimento al ruolo strategico del Canale Emiliano Romagnolo, autentica dorsale idrica capace di ridistribuire risorse tra territori e stagioni, garantendo continuità e qualità dell’approvvigionamento. Su questo punto, l’intervento della Dott.ssa Raffaella Zucaro ha restituito con rigore tecnico e visione sistemica il lavoro sulle fonti di approvvigionamento e sulla gestione consortile delle reti irrigue, dalla infrastruttura alla distribuzione efficiente dell’acqua.

In questo scenario complesso è emersa con forza la necessità di ripensare i sistemi irrigui secondo criteri avanzati: qualità dell’acqua, efficienza distributiva, filtrazione spinta e monitoraggio continuo diventano condizioni essenziali per garantire produzioni sane. Tecnologie di microirrigazione e sistemi di filtrazione evoluti si configurano come strumenti indispensabili per ridurre gli sprechi e limitare l’ingresso di contaminanti nella filiera.

Le conclusioni, affidate all’illustre Prof. Bruno Marangoni, hanno tracciato le linee guida per una frutticoltura capace di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e competitività economica.

L’incontro ha confermato il ruolo della Fondazione FRESH come piattaforma di dialogo tra ricerca, industria e istituzioni, rafforzando il ponte tra cultura agronomica e innovazione tecnologica.

In un’epoca in cui la qualità dell’acqua determina sempre più direttamente la qualità del cibo, l’irrigazione si afferma come presidio strategico per la salute delle produzioni e dei consumatori.

Preziosa la testimonianza diretta dell’azienda GALITALIA, che ha presentato soluzioni innovative per il filtraggio dell’acqua, abbracciando soluzioni non solo per il comparto agricolo, ma anche civile ed industriale.

Il convegno ha inoltre rappresentato l’occasione per presentare il Master FRESH, percorso formativo dedicato a chi vuole sviluppare competenze nel Management della transizione digitale in agricoltura.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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