Consiglio comunale, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Simona Larghetti

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BOLOGNA – Di seguito, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Simona Larghetti (Coalizione Civica):

“Da vari giorni sui giornali si è riacceso il dibattito sul People Mover, infrastruttura nata dopo un lunghissimo iter e molte contrapposizioni, che sta rivelando ancora più debolezze di quelle che si erano immaginate in termini strutturali e di conseguenza di funzionalità del servizio. Dopo l’annuncio che l’ennesimo blocco non si sa quando sarebbe stato riattivato, la navetta è ripartita sabato mattina, 1 su 3.

Seppur con un calo del -70% dei passeggeri dell’aeroporto, si denunciano file di 40 minuti per accedere all’unico servizio di trasporto passeggeri collettivo.

Una situazione che Coalizione Civica aveva già denunciato a più riprese, l’ultima a giugno, e come forza d’opposizione, ha votato contro alla delibera di rinnovo del contratto, in virtù delle forti perplessità su un modello di project financing eccessivamente protettivo degli interessi di Marconi Express.

Ora, nel nuovo mandato, con una geometria politica ricca di forze rinnovate e di cambiamento, il nostro dovere è quello di trovare una exit strategy ad una situazione che vede un servizio inadeguato e inaffidabile in uno degli snodi più importanti della mobilità locale.

Già l’assessore regionale Corsini ha rilevato l’anomalia di un prezzo del biglietto immutato in occasione dell’autobus sostitutivo, che offre un servizio infinitamente inferiore (35 minuti anziché 7) per lo stesso prezzo.

Ma non è l’unica anomalia cui dobbiamo porre rimedio. Sulle infrastrutture di trasporto pubblico dobbiamo dimostrare un approccio innovativo capace di ribaltare i tanti errori del passato.

La città più progressista d’Italia deve avere un trasporto pubblico che sia realmente competitivo con i mezzi privati, per alleggerire l’aria ma anche le spese del trasporto privato che ad oggi gravano sul cittadino.

L’aeroporto, così come altri snodi fuori dal perimetro più urbanizzato, non può contare su una sola tipologia di collegamento. Tra i tanti errori compiuti nell’iter People Mover, il più grave resta il contratto che vincola il Comune a non dare via libera ad altre tipologie di servizi di trasporto. Anche se si risolvessero quindi i disagi tecnici che hanno accompagnato Il People Mover dalla nascita, con l’attuale contratto non avremmo mai la soluzione di un altro grave problema, che è la capienza del mezzo, che prevede un massimo di 560 passeggeri all’ora, per un totale di 10.080 passeggeri al giorno, cioè 3,6 milioni di passeggeri all’anno, mentre l’aeroporto nel 2019 ne contava 9 milioni.

C’è quindi ampio margine per pensare, da subito, alla costruzione della Stazione SFM Aeroporto con un collegamento tapis roulant che porti a destinazione.

Appare evidente che Comune e Regione si devono tutelare nei confronti di Marconi Express, rivedendo i termini del contratto, a partire dal vincolo di non costruire sistemi alternativi, che sono più che mai necessari invece anche a fronte di un funzionamento pieno e continuativo, verso il quale si nutrono forti dubbi tecnici, con l’evidenza dei fatti, ma ancor più se il sistema continuasse a dare problemi.

Sulla mobilità collettiva si è perso fin troppo tempo in progetti futuristici e poco realizzabili. Il People Mover ad oggi presenta problemi di forte compatibilità con il territorio, a partire dal problema del rumore a ridosso delle case dei residenti, che non è ancora stato risolto.

La Città Metropolitana ha disperatamente bisogno di essere riconnessa da una metropolitana di superficie come l’SFM, il servizio ferroviario metropolitano che deve diventare protagonista di una nuova stagione in cui le persone non siano più costrette a sostenere i costi esorbitanti della mobilità privata.

Se pensiamo di aver raggiunto la maturità politica per dire che sulla vicenda People Mover si sono fatti errori gravi di valutazione, dobbiamo dimostrarla, facendo in modo che il Comune di Bologna raggiunga un accordo più equilibrato nei confronti di Marconi Express, che sta osservando un comportamento poco trasparente rispetto ai problemi tecnici del servizio e alle sue reali capacità.

Gli enti locali siano protagonisti nella difesa dei diritti dei cittadini e degli utenti della città, che hanno diritto ad avere un collegamento Bologna-Aeroporto affidabile, accessibile e poco impattante”.