Consiglio comunale, l’intervento d’inizio seduta della consigliera Antonella Di Pietro

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BOLOGNA – Di seguito l’intervento d’inizio seduta del consigliere Antonella Di Pietro (Partito Democratico):

“Lavoro, donne e welfare
In questi giorni ho raccolto con piacere l’invito lanciato da Rossella Vigneri, presidente di ARCI Bologna a partecipare a un’assemblea pubblica per i genitori che si terrà il 30 novembre in Montagnola. Un’assemblea aperta anche a realtà del terzo settore, istituzioni e sindacati e pensata per condividere le problematiche connesse all’accudimento dei figli che spesso producono come effetto donne “casalinghe e non per scelta”. Donne cioè che sono costrette a rinunciare al lavoro perché non possono contare su aiuti parentali e dunque prive di una rete di supporto. Conciliare la crescita di un figlio con un’attività lavorativa è stato reso particolarmente complesso in questi 2 anni di pandemia dalle misure di contenimento sanitario, che hanno costretto, per i rischi di contagio, molte mamme a seguire i figli da casa. Il dato delle dimissioni fornito dall’ISTAT indica che su 10 dimissioni 7 riguardano le donne e che nel 2020 in Emilia Romagna 2984 donne su 4174 hanno rinunciato al lavoro, dando per necessità, la priorità alla crescita di un figlio. Il tema che la presidente Arci ha posto alla nostra attenzione merita di essere approfondito perché coinvolge i diversi aspetti della vita delle famiglie. Da un lato è necessario affrontare il tema di come garantire ad ogni bambino opportunità educative fin dalla prima infanzia e dall’altro di come garantire strumenti di conciliazione che consentano ai genitori di accompagnare la crescita di un figlio senza dover rinunciare al proprio lavoro. Sappiamo bene che le risposte a tutti bisogni non si possono trovare nei nidi d’infanzia che pur rappresentano luoghi fondamentali per lo sviluppo e l’educazione del bambino. In questo scenario la regia del pubblico per sviluppare le politiche di conciliazione accanto alle politiche educative e di nuovo welfare sarà determinante per costruire insieme la città che sa prendersi cura di i tutti suoi cittadini e delle sue cittadine. Proprio perché provengo da un’esperienza amministrativa di Quartiere in cui ho avuto l’opportunità di confrontarmi direttamente con i bisogni delle persone, credo fortemente che partire dall’ascolto sia un elemento fondamentale per orientare le politiche a ricercare possibili soluzioni che rispondano ai bisogni delle persone.

Trovo molto opportuno che l’assessore Ara abbia confermato la sua disponibilità ad aprire il confronto perché testimonia la volontà di questa amministrazione di lavorare in maniera condivisa e partecipata. Questo è anche importante per ragionare insieme su vecchi e nuovi bisogni e, per capire partendo da ciò che la città già offre ai bambini e alle loro famiglie, quali altre risposte possono essere messe in campo, coinvolgendo anche gli attori del territorio. Del resto siamo anche in una fase che consente l’utilizzo di strumenti nuovi dati dalla riforma del Terzo Settore su cui il Comune di Bologna si sta impegnando per consentire la costruzione di un modello capace di valorizzare le risorse distribuite nel territorio dall’associazionismo e dal terzo settore, sia nella fase di analisi (co programmazione) che nell’elaborazione di proposte concrete e di sistema (co progettazione). Il confronto e la collaborazione con i diversi attori di un territorio è un elemento che va utilizzato per sostenere le politiche educative e l’occupazione femminile e del resto è indispensabile coinvolgere le forze sindacali, sia per garantire le condizioni contrattuali a tutela delle donne, sia per tutelare il lavoro di cura che ancora oggi rappresenta un anello debole della filiera dei servizi, aspetti ben presenti nel programma della nostra amministrazione. Garantire alle donne un equilibrio tra tempi di vita e di lavoro, oltre a rappresentare un elemento di crescita sociale ed economica che deve essere accompagnato nel sistema di welfare, dall’investimento di risorse per nuovi servizi che rispondano a bisogni reali, promuove anche un miglioramento della condizione dell’infanzia, prevenendone forme di povertà. L’invito di ARCI a una riflessione condivisa, che ringrazio per questo, può quindi costituire un’occasione per raccogliere problemi, avviare percorsi di confronto e per mettere al lavoro attorno a questo tema energie e competenze diverse.”