Peraltro, non bisogna dimenticare che alla complessità di questa norma, del tutto nuova, è dovuta anche alla tardiva pubblicazione della circolare esplicativa da parte dell’Agenzia delle entrate e della presentazione dell’emendamento al decreto omnibus (relativo al ravvedimento speciale per le annualità 2018-2023), determinanti ai fini dell’adesione al concordato.
“Non bisogna sottovalutare – continua Borri – la difficoltà nel rispettare gli obblighi relativi al termine di presentazione dei dichiarativi, soprattutto in una fase in cui l’attività di consulenza e di supporto alle imprese, chiamate ad esprimere la propria scelta di aderire o meno al Concordato, è già ai massimi livelli. Come CNA Modena, siamo impegnati in ognuna delle nostri sedi sul territorio a spiegare alle imprese i termini e le possibili conseguenze del concordato, ma abbiamo bisogno di più tempo affinché gli imprenditori compiano scelte consapevoli”.
“L’esperienza ci insegna – rimarca Francesco Stagi, segretario provinciale di CNA – che la fretta può generare gravi inconvenienti. Temiamo che, con gli attuali termini di adozione del concordato, possano ripresentarsi le problematiche riscontrate in precedenti misure, come nel caso della patente a crediti. Il termine ravvicinato del 31 ottobre rende il concordato una sorta di prendere o lasciare che poco si confà con un fisco che voglia essere più collaborativo, meno autoritario e più autorevole nei confronti dei contribuenti. Se non ci saranno proroghe riteniamo che il concordato si rivelerà un flop per il governo”.
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