Commovente recital alla Fondazione Sabe di Ravenna. “L’arte è salvezza” per Fiorini e Succi

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RAVENNA – La musica e la poesia hanno trovato ‘casa’ alla Fondazione Sabe per l’Arte di Ravenna che, nella serata di giovedì 25 giugno, è stata palcoscenico di “Inconsistenze”, recital con testi di Deda Fiorini e musiche di Matteo Succi. «Sin dalla sua nascita nel 2021 – spiega Norberto Bezzi, fondatore e presidente della galleria d’arte di via Giovanni Pascoli 31, insieme alla moglie-artista Mirella Saluzzo –, la Fondazione Sabe apre costantemente i suoi spazi ad altre discipline. Pur avendo un focus primario sulla scultura, promuoviamo un’idea di arte contemporanea espansa, che accoglie installazioni, fotografia, video e progetti performativi che fondono parola e musica». Questi sono fra l’altro gli ultimi giorni (domenica 28 giugno, dalle 16 alle 19, ingresso libero), prima della consueta chiusura estiva, per visitare la mostra in corso: “Molteplice senza disordine” a cura di Enrico Camprini, che presenta le opere di Alice Cattaneo, Elisabetta Di Maggio e del compianto Remo Salvadori.

La serata si è aperta con la lettura delle enfant prodige Claudia Di Giacomo e Violante Randazzo, con a seguire un Opening Act di alcuni allievi del Circolo degli Scrittori: Francesca Baldini, Liana Monti, Marinella Campana ed Edoardo Sella. «Ho scritto personalmente i testi delle più piccole – spiega Deda Fiorini, coach, performer ed esperta di comunicazione, fondatrice e direttrice del Circolo degli Scrittori e dell’Accademia Poetica Spadoni (insieme al poeta Nevio Spadoni) –, mentre gli adulti hanno scritto direttamente i loro, attraverso tecniche apprese durante i laboratori. Ci tengo ad anticipare che il testo della giovanissima Claudia, “I buoni devono vincere”, diventerà prossimamente la base dello spettacolo “Dialoghi con bambina”».

Poi è iniziato uno spettacolo-recital intenso e audace nell’interpretazione con Fiorini protagonista, che oscilla tra ‘pugno nello stomaco e carezza’, una dicotomia che è propria della vita stessa, con ritmo incalzante, senza mai abbassare la guardia con il pubblico. Traspare un diffuso senso di smarrimento, tra disorientamento individuale e una crescente difficoltà nel comprendere la realtà. Aggressioni, tragedie e fatti di cronaca inspiegabili si intrecciano al bisogno profondo di trovare amore e luce, per resistere a un contesto sempre più complesso. “Inconsistenze” è un estratto del suo ultimo libro, dedicato alla scrittura performativa intitolato “Questo dolore ti è stato utile?”.

«Scrivo storie sin da quando ero bambina, soprattutto quelle degli altri che mi colpivano maggiormente – racconta Fiorini –. Ognuno di noi, infatti, sulla propria pelle vive un disagio quotidiano, piccole e grandi guerre. Però poi intorno a noi ci sono guerre spesso più grandi di quelle noi viviamo realmente, soprattutto in un Paese avanzato come il nostro. Quindi è stato tutto un susseguirsi di circostanze nella mia vita che mi ha portato a dare molto ascolto alle storie delle persone e a quello che succedeva nel mondo. A un certo punto però mi sono accorta che questa empatia è diventata anche un dolore. Pur non scrivendo perché soffro nella mia vita, è un disagio per me leggere per esempio di una bambina massacrata dalla madre, o di un bombardamento dove muoiono migliaia di bambini. C’è chi finisce col diventare apatico, distaccato o menefreghista per difendersi e decomprimere, personalmente preferisco fare uscire tutto questo dolore tramite l’arte. Questa è la mia salvezza. Con questo spettacolo vogliamo dare un monito a tutti per interrogarci: tutta questa tragedia ci sarà utile un giorno? Vorrei risvegliare nel pubblico una certa compassione, che è l’esatto contrario della spersonalizzazione continua che viviamo».

Ad accompagnare il racconto il compositore ravennate Matteo Succi con le sue musiche originali, tra contemporaneo ed elettronica, insieme a esecuzioni dal vivo con EWI, raro strumento a fiato, una specie di clarinetto virtuale capace di creare paesaggi sonori viscerali che integrano immagini e suono in un’estetica totale. Oltre che clarinettista di formazione classica, il ravennate è anche un artista multimediale, noto con lo pseudonimo SVCCY, e ha esposto le sue opere digitali tra. Londra, Tokyo e Parigi, firmando le scenografie per il Ravenna Festival. «La collaborazione con Succi nasce da un’affinità elettiva che forse va oltre il sentimento – rivela Fiorini –. Noi ci siamo sempre riconosciuti come artisti impegnati in settori diversi, per poi trovare qualcosa che ci ha unito nell’arte imprescindibilmente. Siamo un duo solido, con tante passioni in comune, e abbiamo intenzione di fare molto altro, tra installazioni e progetti, anche fuori da Ravenna».