
MODENA – “Da tempi non sospetti – era il 2019 – avevamo sostenuto la necessità di ripensare a Gigetto, un sistema al quale – come è concepito oggi – sono legati più disagi che benefici. Soprattutto, un sistema antieconomico – pensiamo solo ai costi che hanno richiesto infrastrutture come il sottopasso di via Panni – ma anche anti-ecologico, se si fa riferimento alla sua sottoutilizzazione. Così Alessandro Amati, presidente della CNA del Comune di Modena, commenta la notizia del confronto in atto su questa linea ferroviaria.
“Speriamo che la proposta di uno studio di fattibilità si concretizzi al più presto, anche se proposte ce ne sono già state in passato – prosegue Amati – ad esempio, la trasformazione di Gigetto in un servizio ferro-tramviario, come accaduto in diverse città europee ed italiane, ad esempio Brescia, Sassari e Firenze“.
Di certo, è necessario pensare a questa linea come ad un servizio metropolitano con veicoli più leggeri, in grado di consentire, grazie ai maggiori ratei di accelerazione e decelerazione, di aumentare, anziché ridurla, la frequenza delle corse, oltre a prevedere più fermate, a parità di tempi di percorrenza. Prevedendo, almeno nell’area urbana, di sostituire i passaggi a livello con semafori. Una tramvia di questo tipo, estesa sino a Carpi ed in grado di garantire passaggi non vincolati ad orari precisi, ma con cadenze di una buona frequenza, permetterebbe la sostituzione di una larga parte di quei trasporti su gomma che coinvolgono sei comuni che sarebbero attraversati da questa tramvia, un’area dove risiede circa la metà della popolazione della provincia e che conta circa il 60% dei posti di lavoro, generando quotidianamente circa 110.00 spostamenti al suo interno.
Senza dimenticare la funzione di rigenerazione che questo servizio avrebbe su aree urbane oggi scollegate, oltre al traino economico che eserciterebbe: nel Comune di Firenze, le aree interessate dal passaggio delle tramvie, il numero di esercizi commerciali è aumentato del 10%. Dati che testimoniano come nuove attività nascano laddove si realizzano le infrastrutture. In altre parole, le tramvie fanno bene all’economia, oltre che all’ambiente.
“Il tempo delle mezze misure è finito – continua Amati – Gigetto ha grandissime potenzialità ma per sfruttarle occorre fare un salto di qualità: sono già stati persi troppo tempo e risorse”.
“Modena è stata la prima città italiana ad avere tram elettrici, oggi si ritrova con un sistema di trasporto pubblico imbarazzante. Chiediamo di scommettere sul futuro con scelte decise e lungimiranti”.









